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In Brasile si studia il Napoli di Sarri: “Sembra di assistere ad un balletto”

A confessarlo il tecnico del Corinthians, Fabio Carille, prossimo al titolo: “A dicembre verrò in Italia per vederlo dal vivo: ha idee chiare, fraseggi puliti. Un bell’esempio da seguire”
A cura di Alessio Pediglieri
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Il Napoli esprime un ottimo calcio. E questo soprattutto per le idee di Sarri che da un paio di stagioni ha dato una impronta precisa alla squadra nella mentalità e nelle idee da applicare in campo. Già l'anno passato era stato il club che aveva espresso il miglior gioco in Europa ma alla fine non erano arrivati successi. Quest'anno ci sta riprovando, esprimendo le stesse geometrie di passaggi e gol con l'intento però di essere maggiormente concreto. Nell'attesa, il Napoli di Sarri è stato fatto oggetto di studio in SudAmerica, in particolare dal tecnico del Corinthians, Fabio Carille che è vicinissimo a vincere il titolo.

In Brasile si studia il Napoli

Il Corinthians si ispira agli azzurri

Il Corinthians sta volando in vetta al Brasileirao ed è ad un passo dal vincere il titolo. Ha 10 punti di vantaggio sul Santos e per il tecnico Fabio Carille, allenatore di origini italiane, 44 anni, non nasconde la sua passione per la squadra di Maurizio Sarri alla quale si ispira.

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Il balletto partenopeo

Uno stile di gioco che lo stesso Carille vuole conoscere da vicino e personalmente: "A dicembre dell'anno prossimo voglio trascorrere una decina di giorni in Inghilterra e in Italia, soprattutto per studiare i metodi di Spalletti e Sarri. In particolare mi piace l'allenatore del Napoli: tiene la difesa compatta, il baricentro alto, triangolazioni continue… sembra di assistere a un balletto. Un bell'esempio da studiare".

Carille dal campo alla panchina

L'esperienza da giocatore

Per Carille il campionato Brasilerao è un primo alloro, fondamentale per imporsi un panchina in patria e non solo. Dopo una carriera onesta sui campi, adesso quella in panchina dove ha voglia di emergere:  "Ho iniziato a giocare a calcio a 19 anni, prima lavoravo in una azienda di zucchero e alcool. Ho giocato in tutti i ruoli, tranne il portiere".

I consigli dei campioni

Un'esperienza che gli è servita da tencico. Quando nel 2010 arrivò al Corinthians, in squadra c'erano campioni già affermati, ma il lavoro, la serietà e le idee chiare riuscirono a dargli la possibilità di dimostrare il proprio valore: "In squadra c'erano Roberto Carlos e Ronaldo, ero un po' timoroso ma mi hanno dato una grande mano e siamo rimasti amici".

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