Negli ottavi di finale di Champions League che prenderanno il via questa sera con le gare tra Roma e Porto e tra Manchester United e Paris Saint-Germain per la prima volta nella storia della prestigiosa competizione continentale per club ad aiutare gli arbitri ci sarà il Var (Video Assistant Referee). Come deciso a dicembre dal Comitato Uefa, infatti, la tecnologia al servizio del direttore di gara farà il suo debutto nella manifestazione, ma come sappiamo bene noi in Italia (la Serie A è stato uno dei campionati scelti per la fase di sperimentazione) non sarà possibile utilizzarla in tutte le occasioni. Andiamo quindi a vedere nel dettaglio quali sono le casistiche in cui il Var può intervenire.

Il Protocollo Var e le linee guida dell’Uefa: quando interverrà il Var

Come succede già nella nostra Serie A anche la Uefa si rifarà al protocollo su quando e come utilizzare il Var definito dall'International Football Association Board (IFAB), l’organismo che definisce le regole del calcio. Anche le linee guida su come applicare il protocollo suggerite agli arbitri per le partite di Champions League sono le stesse rispetto a quelle seguite dai fischietti del nostro massimo campionato: il Video Assistant Referee interverrà infatti solo quando ci sarà la prova di chiari ed evidenti errori in quattro situazioni di gioco che possono cambiare il corso di una partita, cioè gol e infrazioni che portano a una rete, decisioni su rigori e infrazioni che portano a un tiro dal dischetto, rossi diretti e scambi di identità.

 

Processo di revisione: come interverrà il Var

Nel dettaglio la squadra Var controllerà quindi tutte le situazioni che cambiano le partite, ma potrà intervenire solo nel caso di errori chiari ed evidenti. Se la revisione del Var fornisce prove evidenti di un grave errore in una delle situazioni che cambiano il gioco, il Var può quindi chiedere all'arbitro di condurre una revisione sul campo (osservando il filmato del replay nell'area di revisione), ma la decisione finale sarà comunque presa solo dall'arbitro. Per le decisioni "fattuali" o oggettive (es. fuorigioco, fallo dentro o fuori dall'area di rigore), il Var potrà semplicemente informare l'arbitro di tali fatti e la revisione in campo non sarà obbligatoria (ma sarà sempre il direttore di gara in campo a prendere la decisione finale). Nella sua analisi il Var potrà anche prendere in considerazione qualsiasi infrazione avvenuta nello sviluppo dell’azione immediatamente precedente all’eventuale gol, rigore, rosso diretto o scambio d’identità. Inoltre anche gli spettatori presenti allo stadio saranno resi edotti del processo di revisione in campo dato che l’esito sarà comunicato ai tifosi sugli spalti usando sia gli schermi che l'impianto di comunicazione dello stadio stesso.

Non solo Champions: il Var a tutto campo

Ma la tecnologia d’ora in poi non sarà usata soltanto in Champions League ma anche in numerosi altri eventi internazionali da qui a giugno. Lo stesso Comitato Esecutivo dell’Uefa ha infatti deciso di usare il Var anche nella prossima finale di Europa League, nelle Finals di Nations League e nella fase finale dei Campionati Europei Under 21. Ancora più completa la copertura dalla prossima stagione in poi dato che il Var sarà utilizzato nella prossima Champions League 2019/20 (dagli spareggi in poi) e nella Supercoppa Uefa 2019. Ma non finisce qui dato che il Comitato Esecutivo ha intenzione di estendere l'uso del Var anche alla fase finale di Euro 2020, all’Europa League 2020/21 (dalla fase a gironi in poi) e nelle Finals della Nations League del 2021.