Sono ormai passate diverse settimane dall'addio al Milan e dal suo clamoroso ritorno alla Juventus. Una trattativa che, anche a distanza di mesi, continua a far discutere. In una recente intervista concessa al "Corriere dello Sport", Leonardo Bonucci ha così nuovamente spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a tornare a Torino: "Lasciare è stata una scelta difficile, presa in un momento di rabbia – ha confessato il difensore – Questa esperienza mi ha insegnato che nei momenti di rabbia l’istinto ci può far fare delle scelte sbagliate. Erano successe delle cose durante gli ultimi quattro mesi di Juventus che mi avevano toccato a livello di orgoglio, a livello personale, intimo e non sono stato abbastanza bravo e farmele scivolare addosso".

"Solo qui e con questa maglia addosso riesco ad esprimere le mie potenzialità sul campo e fuori – ha aggiunto Bonucci – La Juventus è come una famiglia. Quando sono tornato sono stato accolto come se non fossi mai andato via. Dal presidente al magazziniere, tutti ti fanno sentire a casa ed è quello di cui più avevo bisogno . Nella Juve c’è rigore, serietà. E c’è una mentalità con la quale si punta tutti verso lo stesso obiettivo".

Un futuro in panchina

Nella lunga intervista, Bonucci ha poi parlato del suo rapporto con Massimiliano Allegri e di quello che gli piacerebbe fare dopo aver appeso al chiodo le scarpette: "Capita di avere delle discussioni, anche accese. Poi da persone intelligenti e mature ci si chiarisce, ci si stringe la mano e si guarda insieme in avanti. Una dote su tutte del mister è l’intelligenza e questo gli consente di saper gestire uno spogliatoio così importante come quello della Juventus".

"Il mio sogno è quello di diventare un allenatore importante di una grande squadra, possibilmente la Juventus – ha concluso il giocatore bianconero – Per questo sto osservando e mettendo da parte tutti i segreti dei vari allenatori che ho avuto per cercare poi di tirare fuori il meglio da me stesso".