La gioia per il ritorno in Serie A del Verona, nasconde in sé diverse sfaccettature da non sottovalutare. Storie di calciatori, protagonisti indiscussi di questa annata, che si sono messi in luce riportando una piazza importante come quella dell’Hellas, nella categoria che più le compete. E se mettiamo da parte la retrocessione dell’ultimo anno, al Bentegodi, in queste ultime tre stagioni, le gioie sono state sempre tante. Dimentichiamo qualcuno? Ma certo che si, Giampaolo Pazzini. Arrivato a Verona nel luglio del 2015, il suo rapporto con il club è sempre stato enigmatico.

La stagione altalenante, quella dello scorso anno in A, culminata poi con il passaggio in prestito al Levante e il ritorno con l’Hellas quest’anno con la ferma convinzione di poter scrivere un altro pezzo di storia della sua carriera riportando questa piazza in Serie A. Sembra passato un secolo da quella tripletta con l’Italia Under21 contro i pari età dell’Inghilterra nella sfida inaugurale del nuovo Wembey fresco di ristrutturazione. Oggi, Pazzini, dopo anni di buio, sembra essersi nuovamente riscattato.

Quella tripletta a Wembley simbolo della sua carriera

La sua carriera non ha bisogno di essere ricordata, se non con qualche numero che può rinfrescare la memoria a chi ha anche criticato Pazzini negli ultimi anni. Ben 15 gol con l’Atalanta agli inizi della sua carriera, 34 con la Fiorentina dove si è consacrato, poi i 48 alla Sampdoria, 24 al Milan e 19 all’Inter. Ma nel mezzo della sua carriera, anche la vittoria dell’Europeo Under 19 vinto nel 2003.

Ma la gioia più grande di Pazzini fu quel giorno, il 24 marzo del 2007. Una data indimenticabile, in cui realizzò una tripletta nell'amichevole con i pari età dell'Inghilterra (conclusa 3-3), disputata per inaugurare il nuovo Wembley: primo calciatore a segnare nell'impianto (dopo appena 28″ dal calcio d'inizio), a fine gare ebbe ancora l’onore di ricevere in omaggio il pallone dell'incontro con le firme di tutti i calciatori (consuetudine del calcio inglese).

La Samp e le milanesi prima del buio

Dicevamo però della sua carriera che non ha bisogno di essere particolarmente approfondita viste le qualità favolose di questo giocatore. Un attaccante che ha sempre avuto il gol nel sangue. Opportunista in area di rigore, bravo a smarcarsi e trovare lo spazio giusto e determinante quando si trova a giocare con una seconda punta che lavora per lui, proprio come accadde negli anni alla Samp al fianco di Cassano.

La carriera e il rendimento nell’ultima stagione (Transfermarkt)
in foto: La carriera e il rendimento nell’ultima stagione (Transfermarkt)

Fu lui a spegnere il sogno scudetto della Roma qualche anno fa in una squadra, quella blucerchiata, che con quei due là davanti girava alla grandissima. Il ‘Pazzo’ a Genova realizzò 48 gol totali in 87 presenze nelle tre stagioni giocate in blucerchiato. Rendimento che gli valse il passaggio all’Inter. Solo 19 gol in 2 stagione (la prima 11 gol) e quello scambio che lo portò poi al Milan nel 2012/2013 che l’ha forse spento. Ben 15 gol nella prima stagione e poi il declino nella seconda e nella terza con rispettivamente 2 e 4 reti realizzate. Bottino magro che aveva bisogno di essere rincarato altrove.

L’arrivo al Verona per prendere le veci di Toni

Verona come tappa per ricominciare la sua risalita. Era l’estate 2015 quando Giampaolo Pazzini accettò la sfida dell’Hellas. In Serie A, in coppia con quel Luca Toni che solo l’annata precedente aveva realizzato 22 gol in 38 gare. Ma non andò proprio come tutti si aspettavano.

Arrivò una retrocessione con largo anticipo e Toni decise poi, al termine del campionato, di lasciare il calcio. Tutto nelle mani del ‘Pazzo’ dunque che dovette prendersi la squadra sulle spalle in un campionato di Serie che vide subito il Verona protagonista, tornando in Serie A soprattutto grazie ai suoi gol, furono 23 nell’annata 2016/2017 che gli consentirono anche di vincere il titolo di capocannoniere.

Nel 2017/2018 poco utilizzato in A e girato al Levante in Liga

C’erano tutte le premesse dunque per fare bene e tornare nuovamente a disputare un campionato dignitoso in massima serie. La società aveva allestito una squadra di tutto rispetto acquistando anche calciatori importanti, ma non tutto andò come si sperava. Il rendimento di Pazzini calò, complice anche lo scarso utilizzo dal primo minuto.

Il rendimento tra Verona e Levante (Transfermarkt)
in foto: Il rendimento tra Verona e Levante (Transfermarkt)

Solo 19 partite e 4 gol fino al mese di gennaio che lo costrinsero a cambiare aria e andare in prestito al Levante in Liga. Qui realizzò soltanto 1 gol, all’esordio contro il Real Madrid (niente male davvero) in 9 presenze, prima di fare ritorno al Verona che nel frattempo era di nuovo retrocesso in Serie B.

Il riscatto personale con la promozione del suo Verona

Un ritorno atteso soprattutto da una parte delle tifoseria, che ha sempre creduto nelle sua potenzialità. Con gli avvicendamenti in panchina e con un Di Carmine in più in rosa, il rendimento di Pazzini è stato discontinuo in un campionato che l’ha visto comunque andare in gol 10 volte nella stagione regolare, senza considerare le 2 reti fondamentali nei playoff contro il Perugia (doppietta) che ha poi spianato la squadra alla squadra di Aglietti per la conquista della Serie A. Non si sa ancora quale sarà il futuro di Pazzini, ma ciò che è certo, è che questo calciatore, a 34 anni, ha ancora tanto da dire al nostro calcio che non ha mai dimenticato i suoi gol, il suo opportunismo sotto porta e la grinta del campione.