Il nuovo sogno giallorosso di Di Benedetto costa 125 milioni di euro

Il sogno di Roma è iniziato. Un sogno importante, sostenuto da un ingente investimento concreto: 125 milioni di euro. Tanti, infatti, sono stati i soldi che il magnate italoamericano DiBenedetto ha dovuto sborsare per essere da oggi il patron del club giallorosso. Un sogno che negli ultimi anni è stato un piccolo costante incubo, con una squadra che ha sfiorato il sapore del successo senza mai coglierlo in pieno, cambiando progetti e impostazioni di anno in anno. L'unico punto fermo è stata la famiglia Sensi che però, già da tempo, aveva presentato la propria volontà di uscire dall'avventura calcistica senza però, prima, aver trovato un degno successore per il bene della Roma. Parole confermate con i fatti, con la proprietà che ha ceduto la società ad un imprenditore che ha dimostrato vero interesse con investimenti concreti.
SOLDI, SOLDI, SOLDI – Un aumento di capitale di 35 milioni di euro, avvenuto nei tre mesi successivi dall'offerta pubblica d'acquisto sulle azioni giallorosse; Unicredit – che detiene il 40% della Roma – che ha immesso nelle casse societarie 40 milioni di euro; altro aumento di capitale di circa 50 milioni dopo l'acquisto di DiBenedetto.

Ecco i circa 125 milioni che stanno permettendo alla Roma di far la voce grossa nel mercato attuale, preparando una squadra che sarà molto competitiva per la stagione alle porte. 125 milioni di buone ragioni che tranquillizzano i tifosi – anche quelli più scettici – nelle buone intenzioni del tycoon americano che si è tolto le ultime ombre da affarista speculatore. E' vero, bisogna anche ricordare che DiBenedetto ha ripianato i debiti pregressi (circa 40 milioni) ma ha studiato tutto nei minimi particolari.
TRUCCHI DI BILANCIO – Basti pensare che proprio il magnate d'oltreoceano ha investito altri 70,3 milioni per l'acquisto del 67,067% della societa', compresi il marchio e il centro sportivo di Trigoria e le risorse necessarie per portare a termine l'opa. E anche l'escamotage finanziario con cui è entrato nella storia giallorossa fa capire l'intento a lungo termine del suo impegno nel calcio romanista: DiBenedetto ha creato una nuova società (cosiddetta "newco") negli Stati Uniti, nello stato del Delaware: la "DiBenedetto As Roma Llc". Questa compagnia deterrà in Italia il 60 per cento di un’altra "newco", che con il 40 per cento di Unicredit controllerà la Roma. Il Delaware è una specie di paradiso fiscale, dove hanno sede molte importanti compagnie statunitensi. Ottenendo di “nascere” negli Usa, La Roma di DiBenedetto risparmia un bel po’ di denaro in tasse, utili più per il calciomercato.

WE HAVE A DREAM – "Sta per cominciare una nuova era che cambierà il modo di fare calcio con un nuovo management, un'ambizione e un sogno che sia condiviso anche con i tifosi. Questo sogno richiederà un po' di tempo per potersi realizzare però è un sogno sul quale lavoreremo tutti quanti noi e daremo il massimo. Il nostro sogno è poter sviluppare una nuova cultura e insieme una squadra che possa operare dando il meglio di se stessa creando le condizioni per far rendere al meglio i giocatori".
"Speriamo di poter vincere il campionato il più presto possibile". Lo Zio Tom ha fatto il viaggio inverso. Alla prima ufficiale conferenza stampa DiBenedetto ha tramutato in speranze, la concretezza dei conti e degli investimenti sopra elencati. Un viaggio surreale ma che nel calcio ha un senso chiaro di pragmatismo: i tifosi vivono di sogni. E' più onesto di parlare di sperare in una Roma da scudetto, più che ricordare di aver già speso più di 100 milioni di euro. Altrove si chiamerebbe ‘onestà intellettuale‘, nel calcio può essere definita semplicemente buon senso. E questo sogno, DiBenedetto lo sta mettendo in campo giorno dopo giorno. E' partito dalla base, cioè dalla nuova Roma ‘societaria‘ con innesti che sono già di per loro una garanzia assoluta agli occhi della platea giallorossa: Franco Baldini e Walter Sabatini, due pezzi da 90 che prendono il posto di Daniele Pradè – dimissionario – e Bruno Conti – che rientra nella gestione del settore giovanile. Rifatte le fondamenta, ecco i primi pilastri della nuova struttura romanista con la scelta – non facile di Luis Enrique allenatore, una scommessa ancora tutta da vincere e i primi colpi di mercato.

IL NUOVO MERCATO GIALLOROSSO – Il tecnico spagnolo – malgrado arrivi dal settore giovanile del Barça – sembra avere le carte giuste per far bene. Non ha esperienza diretta di prima squadra ma il potenziale c'è e con lui la Roma ha voluto sposare una scelta più radicale fatta di un cambiamento tattico ben preciso e una campagna acquisti indirizzata. Non a caso, con l'ex stella delle Furie Rosse e del Barcellona, è arrivato il giovane Bojan, talentuoso attaccante che non ha più trovato spazio con Guardiola dopo l'eplosione di Pedro e l'ingaggio di Villa al fianco di Messi. Anche per lui, un'occasione d'oro per dimostrare quella classe cristallina che gli aveva permesso di bruciare le tappe entrando in prima squadra. Poi, un altro spagnolo, il difensore dello Sporting Jion Jose Angel, un classe '89 di cui si parla un gran bene e l'argentino Erik Lamela, piombato in Capitale direttamente dalla retrocessione del River Plate. Attaccante del 1992 ma che in patria è stato indicato come tra le più fulgide promesse del calcio internazionale. Infine, è vivo l'interesse per Gabriel Heinze, altro argentino che arriva dall'Ol. Marsiglia, pronto a dare il salto di qualità al reparto difensivo.
Primi colpi di un mercato che si sta assestando ma che è in attesa di definire anche le cessioni – a volte importanti – come quelle già fatte di Riise , Mexes e Doni, ceduto al Liverpool, o quelle in vista come Vucinic, De Rossi o Menez. Tutti nomi sacrificabili per il nuovo sogno americano giallorosso.