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Il Napoli fa harakiri davanti alla Juventus dei banzai: la parola ai protagonisti azzurri

Due volte in vantaggio per due gol, due volte raggiunti: i partenopei sprecano un match giocato ad altissimi livelli e concedono un pareggio d’oro ad una Juventus che ha il merito di non mollare mai.
A cura di Alessio Pediglieri
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Quella che si sveglia oggi è una Napoli con l'amaro in bocca dopo la partita contro la Juventus nel recupero che tutti attendevano per vedere gli azzurri di Mazzarri ripetersi contro la capolista dopo aver schienato il Milan al San Paolo e l'Inter nella tana di San Siro. Invece, ne è uscito un pareggio che ha il sapore di una beffa confezionata da Antonio Conte e consegnata a mano da Simone Pepe: due volte in vantaggio con due gol di scarto (2-0 e 3-1), i partenopei per due volte raggiunti dai bianconeri mai domi, mai domati. Eppure questo Napoli ha giocato bene, anzi benissimo per 70 minuti, finchè le gambe hanno tenuto il ritmo di una gara ogni due giorni.  In un San paolo delle grandi occasioni si respirava aria d'impresa, come contro il Villarreal, come contro il City. Nemmeno il rigore sbagliato da Hamsik aveva cambiato un'atmosfera ‘magica'. Il gol dello stesso centrocampista slovacco ne aveva dato riprova, come il raddoppio del ritrovato Pandev, ‘Matador‘ di scorta autore di una doppietta d'autore con la rete del 3-1 che non ha fatto rimpiangere l'assente Cavani, tra le più belle nella carriera del macedone e di quelle segnate fino ad oggi in Serie A. Eppure non è bastato: la Juventus non ha mai mollato, credendoci fino in fondo e – siccome la fortuna aiuta gli audaci – ha trovato il pari in una azione insistita e solitaria del suo uomo-gol del momento, Pepe, che ha sfruttato un fortunoso uno-due e conseguente carambola con i piedi di Fernandez.

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Mazzarri realista, le gare durano 90 minuti

"Dispiace, pensavo di poterla vincere. Abbiamo fatto un primo tempo spettacolare. Nel secondo abbiamo pagato il cumulo di fatica, questa è la quarta partita consecutiva, siamo calati e si è visto. Siamo riusciti ad andare sul 3-1, ma vedevo che eravamo in difficoltà atletiche". Eccola l'analisi di Walter Mazzarri. Lucida e spietata. Le gare durano 90 minuti ma giocare ogni due giorni non aiuta. Anzi, aiuta: la Juventus che ha finito in crescendo mentre i partenopei erano in carenza d'ossigeno.
"Quando siamo rientrati dopo l'intervallo le forze sono cambiate. Le Coppe portano via energie e punti in campionato. E' così e dobbiamo prenderne atto, anche quando giochiamo una partita dando tutto come è successo stasera. Abbiamo commesso degli errori di stanchezza per la poca lucidità, nel finale abbiamo avuto un calo fisico. Avevo detto ai ragazzi che dovevamo cercare di amministrare la palla anche sotto ritmo".
Onore agli avversari, comunque. Mazzarri non si nasaconde dietro al dito della stanchezza e onora una Juventus capace di non mollare mai e giocare di esperienza contro un Napoli bello e garibaldino: "Le grandi squadre congelano il pallone, purtroppo ci manca ancora una certa esperienza. La Juve ha giocatori esperti abituati a giocare certe partite e stanno bene fisicamente. Poi c'è anche il fato, Pepe si è ritrovato la palla tra i piedi con un rimpallo tra quattro uomini. Dispiace perché pensavo di averla vinta sul 3-1 e potevamo portare il successo in porto".

Avevamo la partita in mano, ma credo che la mancanza di brillantezza nel finale sia lo scotto da pagare per i tanti impegni. Abbiamo dimostrato che quando siamo nel pieno delle forze possiamo mettere sotto anche una squadra come la Juve che è capolista. Ma giocare ogni tre giorni ti condiziona la freschezza. Però siamo vivi e cercheremo di risalire in campionato e giocare al massimo la partita di Champions di mercoledì.

L'ultima chiosa del tecnico dei partenopei non può non toccare i singoli. Alcuni hanno steccato (come nella difesa azzurra, la gara incolore di capitan Cannavaro e Campagnaro), altri hanno confermato (Hamsik, Maggio, Lavezzi), altri ancora hanno stupito (Pandev): "Sono contento per Pandev, è un giocatore di alta categoria e doveva solo stare bene fisicamente. L'ho voluto perché per me è un campione. Purtroppo ha avuto un infortunio che ne ha rallentato la crescita, ma ora sta bene, è rigenerato ed ha dimostrato il suo valore. Abbiamo fatto tutti una gara tiratissima, peccato sia sfuggito il successo, ma per noi è un orgoglio aver intimorito la Juve che è prima della classe"

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De Laurentiis brinda al bicchiere mezzo pieno

Dalle analisi tecniche e tattiche a quelle da ‘tifoso‘ del Presidente De Laurentiis, in tribuna a festeggiare il 3-1 per poi doversi leccare le ferite con il prepotente ritorno della Juventus.
Ma per il patron il bicchiere è mezzo pieno, non si può non essere soddisfatti dopo aver assistito ad una serata del genere e per lui il suo Napoli ha addirittura ‘vinto‘.
"Sono soddisfatto della prestazione, la Juve è stata messa sotto per lunghi tratti.
Nonostante la stanchezza di tante partite giocata, di fronte alla freschezza della Juve, abbiamo dimostrato di poter dominare il gioco e di segnare quattro gol alla Juve, perché per me il primo gol di Hamsik annullato conta come una rete
.

La Juventus stasera ha dimostrato di essere perforabile, una squadra che noi potevamo battere. Dobbiamo guardarci allo specchio e dire che abbiamo giocato benissimo e che non siamo inferiori alla capolista. Andiamo avanti così con soddisfazione e poi i conti li faremo alla fine. La bellezza di questa serata sono stati i due gol di Pandev, due reti bellissime, esaltanti.

Dai singoli al gruppo e poi, ancora, ai singoli: il 3-3 finale non smorza il sorriso di De Laurentiis che guadra al futuro di un progetto che sta regalando soddisfazioni nel suo insime per poi tirare le somme solo a maggio: "Quindi sono contento, al di là del risultato. Io guardo i valori che la squadra ha espresso. Abbiamo uno spogliatoio solido, abbiamo giocatori ancora da scoprire e tante risorse da mettere sul tavolo. Pandev ha dimostrato di essere un campione ed un giocatore che farà la differenza nei prossimi mesi. Siamo ottimisti e continuiamo sulla nostra strada"

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Il Pande(v)monio non basta

Con l'infortunio di Cavani, alzi la mano chi non credeva che il Napoli in avanti non perdesse almeno il 50-60 per cento della propria pericolosità offensiva. E alla notizia di Pandev titolare c'era anche chi osava un 80%. Eppure, Goran Pandev si è trasformato nell'autentico eroe di giornata, con una doppietta d'antologia, alla ‘Cavani‘ per forza, bravura e cinismo. Pochi i palloni giocabili davanti, due gol che valgono tantissimo, anche perchè al momento della sostituzione (e della standing ovation del San Paolo), il risultato era sul 3-1.
"Abbiamo fatto una grande partita. Sono due gol importanti per me perché volevo dimostrare ai tifosi di essere all'altezza di questo gruppo. Peccato che non siano servite le reti per la vittoria. Ma devo dire che personalmente sto molto meglio e spero di poter dare il contributo.

Stasera siamo andati in vantaggio 3-1, potevamo far nostra la partita ma la Juve ha reagito bene. Forse la stanchezza ci ha condizionato, non è facile giocare ogni tre giorni. Il Napoli è una squadra forte e non molleremo su nessun fronte.

Il suo ruolo lo conosce fin troppo bene: i tre tenori non si toccano, ma ci saranno altre finestre da utilizzare per essere di nuovo protagonista. Al momento, è già soddisfazione essersi ritrovato e aver dato a De Laurentiis la conferma che il suo acquisto last-minute è valso a qualcosa di importante: "Adesso ci concentreremo sulla partita di sabato e poi sul match importantissimo in Champions. La stagione è lunga e noi vogliamo essere protagonisti. Ho lavorato tanto in questi mesi e ringrazio i tifosi, la squadra e la mia famiglia per essermi stati vicini. Adesso speriamo di continuare a crescere".

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