Con la sfida di Europa League, contro il Ludogorets, il Milan è entrato nella fase più importante della sua stagione. Ci è entrato vincendo e convincendo. Merito soprattutto di Rino Gattuso: il protagonista principale della trasferta in Bulgaria. La partita l'ha vinta lui, perché le sue scelte sono state azzeccate sin dalla vigilia quando ha deciso di schierare la formazione migliore. Non avrà grande esperienza in panchina, ma “Ringhio” è uomo di calcio da sempre e sa che una squadra che vince non si cambia. Ed è da questa regola non scritta del calcio che è nato il successo milanista a Razgrad.

I meriti dell'allenatore

Gattuso l’ha vinta perché la sua squadra corre e gioca un calcio convincente, sa soffrire, difendersi con ordine e ripartire con pericolosità. Gattuso l'ha vinta perché si è fidato ancora di Cutrone, perché ha azzeccato i cambi, perchè è stato fortunato a mandare in campo Ricardo Rodriguez e Fabio Borini (autori dei due gol, dopo quello di Cutrone) e perchè è riuscito a spiegare alla squadra che certe partite vanno chiuse, portate a casa e basta.

La vittoria in Bulgaria apre dunque scenari invitanti per il Diavolo. Il successo consolida l’ottimo momento della squadra in vista della sfida europea con la Sampdoria e dà energia alle voci che vorrebbero Gattuso sulla panchina rossonera anche nella prossima stagione. “I complimenti non mi sono mai piaciuti”, aveva dichiarato l’ex centrocampista calabrese. Avanti di questo passo, Ringhio dovrà però farci l’abitudine. Il suo Milan funziona e la sua mano, per quanto inesperta, si vede eccome.

La legge di Cutrone

Primo tempo complicato quello dei ragazzi di Gattuso. Sorpresi dall'aggressività dei bulgari, Bonucci e compagni hanno fatto fatica soprattutto sulle fasce dove Abate e Calabria sono stati spesso superati dagli esterni del Ludogorets. La vivacità dell'avversario, ha così costretto il Diavolo a star molto basso e vicino all'area di rigore di Donnarumma. Per buona parte della prima frazione di gioco, sono mancati inoltre gli spunti di Suso e Calhanoglu e gli inserimenti di Bonaventura e Kessiè. Spento l'ardore delle aquile bulgare, il tasso tecnico dei rossoneri ha però cominciato a prendere il sopravvento. Dopo la grande occasione di Bonaventura, il jolly lo ha pescato Cutrone che ha chiuso il primo tempo con la rete dell'1 a 0: la sua quarta marcatura europea, in sei gare.

Rodriguez chiude i conti

La ripresa non è poi stata molto diversa dal primo tempo. Il Ludogorets ha spinto a caccia del gol, colpito un clamoroso legno dopo 10 minuti e creato diversi grattacapi alla retroguardia milanista. Gattuso è corso ai ripari e tolto Abate (già ammonito e in affanno) inserendo Ricardo Rodriguez: altra mossa azzeccata perché è stato lo svizzero a firmare il 2 a o, dopo il calcio di rigore conquistato dal "tarantolato" Cutrone. Colpito al cuore dal penalty dello svizzero, il Ludogorets non ha più creato problemi e si è consegnato al Milan fino al terzo gol di Borini: arrivato al 90esimo. Gattuso ne ha approfittato per far respirare Calhanoglu e Cutrone. Un po' di turnover, sul 2 a 0, poteva anche starci. Soprattutto perché domenica c'è la Sampdoria: un altro avversario da battere per tornare a respirare il profumo d'Europa.