Hai dentro la follia delle persone geniali. papà". E' il messaggio che Victoria Mihajlovic ha scritto a margine della foto che ritrae gli scarpini da calciatore ed è dedicato al padre, Sinisa, in una domenica speciale. Speciale, perché dopo oltre 40 giorni di terapie intensive per curare la leucemia, il tecnico del Bologna ha deciso di unirsi alla squadra e allo staff di collaboratori impegnato nella trasferta di Verona. Mai avrebbe lasciato solo il suo gruppo in un'occasione particolare come la prima partita del campionato. E se finora s'è limitato – perché così volevano i medici – a dare indicazioni, seguire i calciatori dalla camera d'ospedale dove è stato ricoverato, oggi proprio non poteva fare a meno di essere al campo assieme a loro.

Non c'era modo di trattenerlo, com'è possibile farlo con un uomo che ha in sé la "follia" di uno spirito combattivo? Non si può. Nessuno si aspettava che potesse affacciarsi addirittura sul prato dello stadio Bentegodi e accomodarsi su quella panchina che tante volte lo ha visto protagonista.

Il messaggio di Victoria: Per te, papà. Nostro eroe

Dieci giorni fa, Victoria ha pubblicato sul profilo Instagram un altro post accorato. Una lettera molto toccante in calce all'immagine di un Sinisa molto giovane che aveva in braccio le due figliolette, allora bambine.

A te, che ci hai fatto sempre sentire il centro del tuo mondo. Per quando la sera aspettavamo il tuo abbraccio, o per quelle domeniche al parco che ci hanno rese tifose quando ancora non sapevamo come fosse fatto un pallone. Per tutte le nostre discussioni, che siamo sempre stati troppo simili, io e te, testardi, ma buoni, che basta saperci prendere, che non è mai abbastanza quel che facciamo per gli altri.

Per i tuoi occhi verde chiaro che avrei voluto avere uguali, ma i miei sono un po' verdi e un po' castani, e ti assomiglio tanto lo stesso. Perché ci hai insegnato l'onestà, il sacrificio, la forza d'animo, l'accettazione, la lealtà, l'altruismo e ad affrontare tutto con il sorriso.

Per tutto il resto che di buono ci hai mostrato e che forse siamo ancora in tempo per imparare. Per quando ti preoccupi se mangiamo abbastanza, che per te siamo sempre troppo magre. Per te, che abbiamo fatto di tutto perché fossi orgoglioso di noi, e forse non ci siamo riuscite, ma tu ci ami lo stesso e ce lo dimostri ogni secondo, pur senza dirlo mai. Per te, che stai dimostrando a tutti quanto vali. Per te, papà. Nostro eroe.

A te, che ci hai fatto sempre sentire il centro del tuo mondo. Per quando la sera aspettavamo il tuo abbraccio, o per quelle domeniche al parco che ci hanno rese tifose quando ancora non sapevamo come fosse fatto un pallone. Per tutte le nostre discussioni, che siamo sempre stati troppo simili, io e te, testardi, ma buoni, che basta saperci prendere, che non è mai abbastanza quel che facciamo per gli altri. Per i tuoi occhi verde chiaro che avrei voluto avere uguali, ma i miei sono un po' verdi e un po' castani, e ti assomiglio tanto lo stesso. Perché ci hai insegnato l'onestà, il sacrificio, la forza d'animo, l'accettazione, la lealtà, l'altruismo e ad affrontare tutto con il sorriso. Per tutto il resto che di buono ci hai mostrato e che forse siamo ancora in tempo per imparare. Per quando ti preoccupi se mangiamo abbastanza, che per te siamo sempre troppo magre. Per te, che abbiamo fatto di tutto perché fossi orgoglioso di noi, e forse non ci siamo riuscite, ma tu ci ami lo stesso e ce lo dimostri ogni secondo, pur senza dirlo mai. Per te, che stai dimostrando a tutti quanto vali. Per te, papà. Nostro eroe. ❤️

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La moglie Arianna: I guerrieri si riconosco da lontano

Pochi minuti dopo è arrivato anche un post su Instagram della moglie Arianna Rapaccioni, che ha voluto fa sentire così la propria vicinanza al marito andato in panchina nonostante tutto: "I guerrieri si riconosco da lontano. My love".

❤️ I guerrieri si riconoscono da lontano ❤️ My Love ❤️

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