"La terza volta è quella buona". Jurgen Klopp ringrazia il proverbio tedesco, batte il Tottenham di Pochettino e alza al cielo la sua prima Champions League, dopo quelle perse a Londra con il Borussia Dortmund nel maggio del 2013 e lo scorso anno a Kiev proprio con i Reds. Il Liverpool si laurea dunque campione d'Europa e festeggia la sua sesta coppa dalle grandi orecchie: il tutto dopo una partita equilibrata, a tratti difficile e vinta da Salah e compagni grazie al rigore in avvio dell'egiziano, alle parate di Alisson nell'arrembaggio del Tottenham e al sigillo finale di Origi.

Liverpool subito in gol

Pochettino per entrare nella leggenda del club londinese con la prima Champions League, Klopp per sfatare il suo tabù personale e regalare al Liverpool la sua sesta coppa dalle grandi orecchie. Un argentino e un tedesco, in mezzo a migliaia di inglesi: al Wanda Metropolitano di Madrid e collegati in tutto il mondo. Gli Spurs recuperano Kane (il grande dubbio della vigilia), i Reds rispondono con la formazione annunciata e con Firmino regolarmente in campo. Dopo il commovente minuto di silenzio per la morte di José Antonio Reyes, bastano solo pochi secondi per accendere la finale di Champions League.

Il rigore di Mohamed Salah, subito concesso per un tocco con un braccio di Sissoko, regala al Liverpool il vantaggio e l'opportunità di approfittare di un avversario colpito a freddo. Dopo un comprensibile momento di sbandamento, il Tottenham guadagna però metri e minaccia l'area di Alisson soprattutto con le scorribande di Son: il più pericoloso nei primi 20 minuti. Il ritorno dei londinesi, che hanno un maggior possesso palla, dà il via ad una lunga fase di equilibrio rotta soltanto da una violenta conclusione di Robertson che Lloris manda in corner e da un tiro alto di Eriksen.

 

Origi spegne l'illusione degli Spurs

Spinto dal classico "When the Spurs Go Marching In" dei tifosi, il Tottenham parte bene nel secondo tempo e mette in difficoltà la difesa dei Reds. La prima occasione è di Dele Alli al 55esimo: conclusione da dentro l'area che va a sbattere contro Van Dijk. Nonostante un primo tempo certamente non esaltante, Pochettino conferma Harry Kane. Dalla parte opposta Klopp toglie invece Firmino e Wijnaldum e inserisce Origi e Milner: autore del primo brivido della ripresa per Lloris, con un tiro che termina di poco fuori al 68esimo.

Gli ultimi venti minuti vedono in campo due squadre stanche e lunghe. Il Tottenham spinge con la forza del collettivo, il Liverpool si difende e quando può alimenta il "motorino" di Salah: il pericolo pubblico numero uno per Vertonghen e soci. A dieci minuti dal termine doppia occasione per gli Spurs con Son e Lucas Moura: Alisson c'è su entrambe le conclusioni. Pochettino tenta il tutto per tutto: dentro Llorente fuori Dele Alli. A spegnere l'illusione degli Spurs è però il gol a due minuti dalla fine di Origi: l'uomo della rimonta incredibile col Barcellona e del gol decisivo che regala la sesta Champions League al Liverpool.