18 Ottobre 2018
22:51

Il dottor Chiellini si racconta: “Ho studiato per avere un futuro dopo il calcio”

Giorgio Chiellini è il capitano della Juventus (con cui ha vinto 7 scudetti consecutivi) e della Nazionale, ha una bacheca stracolma, nei ritagli di tempo in tutti questi anni ha studiato, ha superato tanti esami e ha conseguito la laurea in Business Administration. In una bella intervista ha spiegato quanto lo studio lo abbia aiutato sia nella vita che nello sport.
A cura di Alessio Morra

Giorgio Chiellini è uno dei pochi calciatori in attività che è stato capace di conseguire la laurea, recentemente ha completato gli studi e ha conseguito la laurea specialistica in Business Administration, presso la Scuola di Management ed Economica dell'Università di Torino. Il difensore livornese ha parlato della sua esperienza in una lunga e dettagliata intervistata rilasciata a FIFPro, in cui ha raccontato anche dal bambino che era e degli insegnamenti che ha avuto in famiglia e ha sottolineato quanto lo studio lo abbia aiutato nella vita e nello sport:

Ricordo che quando ero piccolo, parlo della scuola elementare, capitava qualche volta che fingevo di non stare bene per non andare a scuola. Mia mamma mi ha sempre risposto: ‘Nessun problema, se non vai a scuola non vai neanche a calcio'. Ma alla fine stavo sempre bene, mi alzavo e andavo a scuola. Innanzitutto per me è un hobby, è un piacere: non mi pesava, mi teneva allenata la mente facendo altro. Quando poi mi sentivo stanco mi fermavo. Ma è una cosa che mi ha aiutato su tutto, anche nel calcio se non sei attivo mentalmente e lucido non arrivi a certi livelli. Lo studio mi ha aiutato nella vita e anche nello sport.

Quando ero da solo o ero fidanzato, mi allenavo la mattina, tornavo a casa, mi riposavo e poi studiavo un paio d'ore nel pomeriggio. Poi, eventualmente, sotto esame mi portavo i libri anche in ritiro, mi aiutavano a staccare e a non pensare alle pressioni. Quando invece è nata mia figlia, ho studiato solo in ritiro, in viaggio e la sera prima delle partite. Ora è molto più semplice, ci sono corsi per studenti-lavoratori. Le università mettono delle lezioni telematiche online proprio per gli sportivi, l'Università di Torino mi ha permesso di completare i miei studi con la possibilità di corsi anche fuori orario in modo da avere tempo e modo di arrivare alla fine.

Non ho mai saltato un allenamento per andare a lezione, ma le nostre giornate sono lunghe, non lavoriamo 24 ore. Quindi se uno vuole può tranquillamente dedicarsi a un'altra attività senza togliere neanche un minuto alla nostra professione e passione. Bisogna cercare d'incrementare le persone che studiano e arrivano alla laurea, perché la vita è lunga e sarà bellissima quando si finisce di giocare a calcio ma bisogna coltivarla prima, altrimenti si arriva a 35 anni non sapendo quel che si vuole fare.

Non tutti possono restare nel mondo del calcio, poi c'è il rischio di depressione e tante persone hanno anche dei problemi economici. A me piacerebbe restare nel mondo del calcio, perché è la mia grande passione. Magari con qualche ruolo da scrivania e non di campo, ma devo imparare e non pensare che siccome ho giocato 15 anni nella Juventus e in Nazionale io sappia fare già tutto. Quando hai 25 anni ti sembra di essere indistruttibile e invincibile, ma in realtà devi già pensare al futuro perché a 35 anni la carriera finisce e c'è una vita davanti dove giocare a calcio non ti basta per vivere.

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