Non sono bastate né le scuse dei calciatori, né il messaggio di rappacificazione di Francesco Acerbi e nemmeno l'indagine aperta dalla Procura Federale per spegnere le polemiche scaturite a causa dell'atteggiamento di Kessié e Bakayoko. Dopo una vittoria molto discussa del Milan sulla Lazio a causa delle decisioni arbitrali, i due rossoneri mostrarono a mo' di trofeo e di sfotto' la maglia del difensore capitolino. Il motivo? Una replica sul campo, sotto la Curva, alla sicumera mostrata dall'avversario che in un tweet aveva definito la propria squadra superiore nei singoli a quella milanista.

Il Giudice Sportivo non ha ritenuto ci fossero gli estremi perché il caso rientrasse in quelli prefigurati dalla condotta violenta e ha lasciato il cerino in mano alla Procura Figc che, nello specifico, aveva suggerito l'utilizzo della prova tv per chiarire (ed eventualmente sanzionare) l'episodio. La vicenda, però, non si è esaurita tant'è che nel dispositivo del giudice c'era già menzione dell'indagine che sarebbe scattata nei confronti dei calciatori. Entrambi adesso verranno deferiti – secondo le indiscrezioni filtrate – e, in caso di processo, rischiano multa e squalifica. Provvedimenti che il Milan non patteggerà.

Nell'attesa che la procedura faccia il suo corso c'è chi, invece, ha già emesso la propria sentenza trasformando così il ritorno di Coppa Italia (Milan-Lazio, in programma mercoledì prossimo) una gara ad alta tensione. Durante il recupero di campionato Lazio-Udinese (gara vinta dalla squadra di Inzaghi), dal settore di Curva Nord dell'Olimpico (sede storica del tifo biancoceleste) si è elevato un coro razzista nei confronti di Bakayoko. Un video diffuso in Rete ha fatto il resto, alimentando il tam tam di proteste e tifo becero. "Poporopo, poporopo, questa banana è per Bakayoko", cantano gli ultrà laziali.