Il coro è quello modulato sulle note della canzone di Noemi. Allo stadio San Paolo di Napoli i tifosi azzurri ne hanno mutuato il ritmo per inneggiare alla squadra di Sarri che ha cullato ‘un sogno nel cuore': ovvero, tornare campione d'Italia e battere la Juventus nel duello a distanza per lo scudetto. Come sono andate le cose è noto: il settimo titolo consecutivo lo ha vinto la formazione di Massimiliano Allegri che è riuscita a tenere i nervi saldi nel momento più delicato della stagione dopo la sconfitta in casa proprio contro i partenopei. La rete di Kalidou Koulibaly nel finale accorciò le distanze (-1) e rimise tutto in discussione a poche giornate dal termine. Il gol vittoria di Higuain a Milano contro l'Inter e la sconfitta del ‘Franchi' dei campani chiusero di fatto i giochi per l'assegnazione del tricolore, divenuta ufficiale grazie al pareggio maturato all'Olimpico contro la Roma.

Quel coro i sostenitori del Napoli hanno continuato a cantarlo a squarciagola con orgoglio e in segno di ringraziamento nei confronti di una squadra che ha dato tutto e – al netto delle contestazioni arbitrali – è arrivata vicinissima al trionfo. Quel ‘sogno nel cuore' è ancora vivo nonostante il cambio in panchina, le polemiche tra piazza e presidente, una squadra ancora alla ricerca della propria identità. Quel Napoli guadagnò anche consensi per il bel gioco sviluppato dal tecnico toscano, un profilo di gioco apprezzato a sufficienza da meritare il plauso di Arrigo Sacchi in Italia e di Pep Guardiola all'estero. Peccato non sia servito per giocare una finale, è la stilettata di Allegri che più volte ha polemizzato con gli addetti ai lavori per le critiche mosse alla sua interpretazione eccessivamente ‘pragmatica' degli schemi.

All'Allianz Stadium sono andati oltre… nel giorno dei festeggiamenti per lo scudetto e dell'addio di Gigi Buffon nella Curva bianconera si sono elevati i soliti, intollerabili cori razzisti nei confronti del Napoli e dei napoletani. Una volgare consuetudine che ha fatto capolino anche nel giorno del primo gol di Cristiano Ronaldo in Serie A. E così quel sogno nel cuore s'è trasformato nel più vomitevole degli insulti "Napoli usa il sapone" (come già accaduto all'Olimpico in occasione della finale di Coppa Italia col Milan). Una nota stonata, l'ennesima di uno spartito che ha fatto spesso capolino negli stadi d'Italia grazie anche una norma svuotata dalla presidente Tavecchio che lascia sostanzialmente impunite le bestialità da Curva.