Il ciclo di ferro rossonero e le basi per il Milan del futuro

Il futuro è adesso – Il cantiere è in fermento ed in piena attività. Il club più titolato al mondo lavora, pianifica, progetta…insomma, getta le basi per quello che sarà il domani rossonero. Dalla "sforbiciata" estiva, di giocatori e contratti, fino ad oggi sono state gettate le basi per assicurare al Milan un futuro degno del suo passato. Il "refresh" milanista è passato dal settore agonistico, con l'acquisizione di giocatori giovani (l'ultimo è stato Salamon, il prossimo potrebbe essere Zaza della Sampdoria, ora all'Ascoli) ed il via al progetto "cantera rossonera", con Massimiliano Allegri supervisore capo di tutte le squadre giovanili, fino ad un riassetto societario che, pare, starebbe prendendo piede in queste settimane con il possibile ingresso di nuovi soci arabi. A parte la questione stadio (dovrebbe venir analizzata dopo l'eventuale ingresso di nuovi azionisti), la società di Via Turati ha lavorato duramente (e continua a farlo) per tracciare la strada che dovrà essere percorsa nei prossimi anni. Il tutto, però, è legato all'entrata di nuove risorse economiche e, quindi, dall'imprescindibile piazzamento in Champions League: l'unica "banca" che, al momento, è in grado di bonificare al mondo del calcio ingenti somme di denaro. Ecco perchè, a partire dalla sfida di domani con il Parma, Allegri ed i suoi ragazzi saranno di fronte a due settimane decisive, con quattro partite in grado di cambiare (in meglio o in peggio) il prossimo futuro rossonero.
Allegri al tavolo verde – Volendo prendere a prestito la dialettica, e la metafora, del gioco del poker, in questo momento sul banco, davanti ad Allegri, c'è una montagna di fiches. Il tecnico livornese, seppur con i difetti che tutti hanno, è persona tosta e coraggiosa e sa di essere di fronte anche a quello che sarà il suo domani. Vincere per dare al Milan un futuro migliore ma, anche, per assicurarsi il posto in una delle panchine più ambite al mondo. Questo l'obiettivo del Max rossonero. Questa la motivazione della puntata da "dentro o fuori" dell'allenatore milanista. Un "all in" che, in caso di carte favorevoli, potrebbe fruttare una vincita considerevole. Domani arriva a San Siro, neanche a farlo apposta, un vecchio amore del popolo milanista che, in molti, vorrebbero vedere al posto di Allegri. Roberto Donadoni, con il suo Parma, sarà infatti l'avversario che aprirà il ciclo di ferro che attende il Diavolo nelle prossime settimane: Parma, Barcellona, Inter e Lazio. Il tutto, in meno di venti giorni. Un concentrato di forti emozioni che darà risposte significative sulla reale ambizione rossonera in campionato e sulle possibilità di approdare ai quarti di finale di Champions League. Capitolo Barcellona a parte, con l'innesto di Balotelli ed il recupero, fondamentale, di alcuni giocatori, la squadra pare avere tutte le carte in regola per tentare la scalata al terzo posto. Dovessero arrivare tre vittorie, nelle prossime gare (tutte a San Siro, oltretutto), il Milan si troverebbe in cima ad una collinetta, pronto per la discesa a motore spento e per affrontare, con una certa tranquillità, il trittico Genoa-Palermo-Chievo: 270 minuti abbastanza agevoli, prima del "Pordoi" con Fiorentina, Napoli e Juventus.
La pulce in testa – Per saltare l'ostacolo "ducale" e ripartire di slancio, servirà un altro Milan. Di certo, non quello visto a Cagliari. La stanchezza, e la comprensibile flessione dopo un filotto vincente, hanno "partorito" il mezzo passo falso dell'Is Arenas, peraltro già "annusato" sette giorni prima con la sofferta vittoria contro l'Udinese. La squadra comincia ad essere stanca, specialmente in chi ha tirato la carretta fino ad oggi. L'esempio più eclatante è El Shaarawy che, dopo un'inizio fenomenale, ha avuto un calo di rendimento legato anche a partite anonime come quella in terra sarda. Mettendo da parte i discorsi (assurdi) legati alla compatibilità con Balotelli, Allegri dovrà centellinare le forze del Faraone in vista di questo "tour de force" e, soprattutto, della sfida di mercoledi prossimo contro il Barcellona: primo spartiacque della stagione milanista. Ecco perchè, magari già da domani, potrebbe concedere un pò di riposo al cannoniere rossonero e far partire dall'inizio uno tra Robinho o Pazzini. In caso contrario, il tecnico potrebbe copiare ed incollare la formazione schierata contro Conti e compagni, con l'eccezione di Constant che, recuperato, dovrebbe almeno sedere in panchina. Il nuovo Milan, quello della versione 2.0, potrebbe cominciare a vedere la luce già dalle prossime ore. "Vincere aiuta a vincere", recitava sempre Alberto Zaccheroni ma, per farlo, ci vogliono quei requisiti fondamentali che un famoso predecessore, romagnolo come lui, aveva individuato in "och, pazienza e bus de cul". A distanza di anni, il vecchio adagio di mister Sacchi è ancora un libro da studiare e tramandare ai posteri. Un "saggio" che, in questi giorni, Massimiliano Allegri farebbe bene a tenere sul comodino.