Un punto di non ritorno. La mancata iscrizione del Palermo al prossimo campionato di Serie B e del Foggia in Lega Pro sono solo l'ultima conseguenza di un sistema calcio sempre più squilibrato e sempre meno sostenibile al di sotto della serie A.

Serie B, quasi un terzo dei ricavi arrivano dalla mutualità

Tra il 1997 e il 2017, si legge nell'ultimo Rapporto Calcio disponibile che la Lega Calcio ha realizzato con Pwc, il fatturato medio di una società di B è rimasto stabile tra gli 8 e 10 milioni, con l'unica eccezione della stagione 2006-07, l'anno in cui in questa categoria si ritrovarono Juventus, Napoli e Genoa. L'indebitamento medio dal 1998 non è mai sceso sotto i 10 milioni con un record di 34 nel 2001-2002.

Nei vent'anni presi in considerazione dal rapporto del 2018, che dunque presenta i dati aggiornati al 2017, la vendita dei biglietti è scesa in media del 3,4% l'anno, quella degli abbonamenti del 2,3%. Sono cresciuti sponsor e ricavi commerciali, i diritti televisivi hanno continuato a calare del 2,9% medio annuo.

Quasi un terzo dei ricavi delle società di B dipendono dalla mutualità garantita dalla serie A, che l'anno scorso ha distribuito oltre 3 milioni di euro per club vista la riduzione del campionato a 19 squadre. È cambiato anche il fondo paracadute per i club che retrocedono dalla Serie A. Lo statuto introdotto da due stagioni prevede una suddivisione delle squadre: in fascia A le società che scendono di categoria dopo una sola stagione alle quali spettano 10 milioni; in fascia B le squadre presenti in A da 2 anni o in almeno 2 delle ultime 3 stagioni, cui vanno 15 milioni; 25, invece, spettano ai club di fascia C, che hanno militato nella massima serie per tre stagioni sportive anche non consecutive nelle ultime quattro. Nella prossima stagione, dunque, andrebbero 25 milioni al Chievo, 15 all'Empoli, 10 al Frosinone.

Oltre 1,5 miliardi di debiti in cinque anni

Non stupisce che dal 2012 al 2017 le squadre di B abbiano accumulato 1,652 miliardi di debiti con una pesante incidenza di quelli tributari e previdenziali, mai sotto i tre milioni di media a stagione per squadra. In questo quinquennio, i costi hanno superato sistematicamente i ricavi, che mostrano una correlazione evidente con la posizione finale in classifica. Ovvero chi incassa di più raggiunge anche posizioni migliori in classifica.

Più della metà dei costi medi sono da ricondurre al personale tesserato, tra ingaggi e ammortamenti. Il diverso meccanismo di assegnazione dei fondi che arrivano dalla serie A può contribuire a spiegare un'inversione di tendenza radicale. Nel 2011-12, infatti, le squadre retrocesse mostravano perdite più contenute nel risultato netto, che andava a peggiorare via via che si saliva in classifica. Nel campionato 2016-17, invece, lo scenario è completamente invertito: le formazioni promosse hanno chiuso la stagione anche con conti meno in disordine mentre le squadre retrocesse hanno mostrato il passivo mediamente più elevato. Lo sbilanciamento dell'equilibrio competitivo porta evidentemente a squilibrare anche i conti delle società, nonostante la tendenza verso il contenimento dei costi.

Lo scenario della Lega Pro

Diverso invece lo scenario in Lega Pro. Nel 2016-17 una squadra della terza categoria ha perso in media 1,6 milioni: un effetto anche dell'aumento dei costi per gli ingaggi, saliti mediamente a 2,3 milioni, l'84% del fatturato.

In Lega Pro, il risultato netto medio per squadra nel periodo 2012-2017 fa segnare un rosso complessivo di 6,1 milioni. In media, se il fatturato rimane stabile tra 2,3 e 2,7 milioni, il costo medio aumenta da di un milione in cinque anni. Il costo del lavoro, poi, rappresenta una quota passato dal 77 all'84% del fatturato con una punta del 95% nel 2014-15. Quell'anno, in Lega Pro, si contavano 16 giocatori con ingaggi superiori ai 200 mila euro annuali e 91 con contratti tra 100 e 200 mila. In Serie B erano invece 384 i giocatori con ingaggi sopra i 100 mila euro.

1986-2018: 175 mancate iscrizioni in Lega Pro

L'insostenibilità del sistema si traduce nella ridefinizione delle partecipanti ai campionati. Tra il 1986 e il 2018 nove squadre non si sono iscritte al campionato di Serie B, mentre 175 non hanno presentato i requisiti corretti per l'iscrizione in Lega Pro, o suoi equivalenti precedenti, soprattutto per il mancato o tardivo pagamento di ingaggi, ritenute Irpef e contributi Inps.

Nelle ultime otto stagioni, dal 2011 al 2019, sono stati assegnati 97 punti di penalizzazione in Serie B e 457 nelle varie articolazioni della Lega Pro. Oltre 100 solo nella scorsa stagione, di cui 34 al Matera e 16 alla Pro Piacenza, entrambe escluse dal campionato, 23 al Cuneo e a Lucchese. Senza contare gli effetti della presenza della Juventus Under 23, che secondo l'ex presidente della Lega Pro Mario Macalli ha inquinato il campionato.

Le novità della Lega Pro

Il presidente Francesco Ghirelli ha spiegato di aver lavorato perché fosse inserito nel decreto crescita un provvedimento, poi non compreso nella legge, per ottenere la defiscalizzazione finalizzata alla creazione di strutture e al potenziamento della formazione.

Sono stati approvati, comunque, dei cambiamenti che dovrebbero permettere di razionalizzare la gestione dei costi. «L’anno prossimo – ha precisato Ghirelli – non succederà quello che accaduto quest’anno, non ci sarà il rischio di campionati falsati: dopo due bimestri si mette fuori chi non è in regola, questo eviterà in futuro regolamenti interpretabili, in chiaro scuro che hanno fatto solo un disastro».

  • Con il nuovo regolamento, cambierà anche la composizione delle rose in Lega Pro. Le squadre potranno inserire solo sei giocatori in prestito da A e B. Chi farà giocare di più i propri giovani, nati dopo il 1998, otterrà più contributi, mentre chi investirà di più sul calciomercato senza obblighi relativi agli under potrà farlo. “Ferma restando la possibilità di utilizzare, anche contemporaneamente, in ogni gara tutti i calciatori inseriti nella “lista calciatori temporanei”, ai fini del calcolo del “minutaggio” possono rientrare nel relativo computo anche le prestazioni sportive rese dagli stessi fino ad un massimo di n. 4 calciatori per ogni gara” si legge nel regolamento.

Intanto, oltre al Foggia, non si sono iscritte al prossimo campionato di Lega Pro il Siracusa, per problemi finanziari, l'Albissola, che non ha individuato uno stadio in cui giocare, la Lucchese e l'Arzachena. I gironi saranno presentati il 31 luglio al Salone d'Onore del Coni. Un mese fra carte bollate, richieste di ripescaggi, fideiussioni da presentare. Con la speranza che sia davvero un punto zero da cui ripartire.