La stagione 2018/2019 del campionato di Serie A è appena terminata e con essa, sono stati emessi anche gli ultimi verdetti rimasti ancora appesi fino all’ultima gara di domenica scorsa. Soprattutto la lotta per non retrocedere, che alla fine ha visto l’Empoli tornare in B in modo del tutto immeritato. Già, la serie cadetta, un campionato lungo e flagellato da vicende extracalcistiche che in questo infuocato mese di maggio, hanno visto retrocedere d’ufficio il Palermo in Serie C. Al suo posto il Perugia dunque a giocarsi i playoff con Brescia e Lecce già promosse.

Gli umbri hanno perso pesantemente contro il Verona al primo turno con gli scaligeri che hanno replicato la vittoria anche contro il Pescara. Risultato? Sarà finale contro il Cittadella per giocarsi un posto in Serie A. Una squadra quest’ultima, capace di piegare anche il ben più quotato Benevento e che ora, incredibilmente, sogna un posto in Serie A prendendo il posto di quel Chievo che ha da sempre rappresentato una favola nel massimo campionato italiano. Scopriamo dunque i segreti del Cittadella dei miracoli.

Una rosa giovane composta da soli calciatori italiani

Partiamo dai dettagli di questa squadra che tra un pò dovrà affrontare le due gare più importanti nella storia del club. Una rosa composta soprattutto da giovani, alcuni sconosciuti, che si sono messi in gioco in una società che ha da sempre puntato su questo tipo di profili: giovani, magari sconosciuti, presi in categorie inferiori e poi rivenduti a prezzi da record. L’età media della squadra è di 26,3 anni.

Lo schieramento nell’ultima uscita playoff contro il Benevento (Transfermarkt)
in foto: Lo schieramento nell’ultima uscita playoff contro il Benevento (Transfermarkt)

Il valore di mercato complessivo di tutti i calciatori, non supera i 9 milioni di euro. Ma l’aspetto più sorprendente, è che sono tutti di nazionalità italiana. Anche Davide Diaw, che ha origini senegalesi. Tutti ‘perfetti sconosciuti’ come fosse un titolo di un noto film italiano campione d’incassi, che hanno tutta la voglia di farsi conoscere nell’appuntamento più importante.

Le intuizioni del Ds Marchetti, un mago del mercato

Durante la campagna acquisti invernale o estiva, non aspettatevi mai di ascoltare il Cittadella tra e squadre che hanno portato a termine acquisti esageratamente costosi o noti al mondo del calcio. Già, perché la forza di questa società, sta tutta anche nelle intuizioni, spesso vincenti, del Ds Stefano Marchetti. Vanno attribuiti principalmente a lui i successi di questa squadra che ha in tre o quattro giocatori, venuti dal nulla, la propria forza. Basti pensare a Gabriele Moncini, attaccante del club padovano, che ha realizzato 12 gol in 17 gare in Serie B più 3 nei playoff per un totale di 15.

La carriera e il rendimento stagionale di Moncini (Transfermarkt)
in foto: La carriera e il rendimento stagionale di Moncini (Transfermarkt)

Di lui se ne parlava un gran bene lo scorso anno quando dal fallimento del Cesena passò alla Spal in Serie A giocando pochissimo. Così a gennaio 2019 è passato al Cittadella in B segnando la svolta della sua carriera. E che dire di Giuseppe Panico, un attaccante che lo scorso anno, tra Genoa e Teramo in Serie C, aveva realizzato 0 gol e che invece ora, rientrato nell’operazione che ha portato Kouame al club di preziosi, s’è dimostrato decisivo soprattutto nella fase dei playoff. Con lui anche lo stesso Davide Diaw, preso a gennaio dall’Entella in Serie C e protagonista con 1 gol nei playoff e due in campionato, utili per alimentare il sogno a del Cittadella.

Rigore e precisione negli studi calcistici del tecnico Venturato

Protagonisti indiscussi dunque, proprio gli ‘sconosciuti’, portati alla luce dal Ds Marchetti che però, compie queste operazioni, anche grazie alla sicurezza datagli dal suo tecnico, quel Roberto Venturato considerato un pò il Sarri della Serie B. Nato in Australia (Atherton) nel 1963, figlio di emigranti veneti, Venturato è poi tornato a casa per iniziare a giocare a calcio. Un curriculum non esaltante tra Pergocrema, Giorgione, Pizzighettone, Treviso e il solo acuto di Venezia. Poi, il passaggio in panchina.

Per qualche tempo ha anche svolto un secondo lavoro da promotore finanziario. Una sorta di predestinato che ha studiato da Arrigo Sacchi, che fa giocare la sua squadra quasi come se stesse seguendo uno spartito ben preciso. Difesa a quattro (un vero marchio di fabbrica che in B ha subito solo 38 gol) e coppia d’attaccanti: sono questi le sue armi maggiori da sfoderare nel sogno chiamato Serie A.

L’esperienza di capitan Iori: il ‘senatore' della rosa

La grande curiosità di questa squadra, è rappresentata però anche dagli aspetti anagrafici di questa squadra. Sono infatti soltanto in tre a superare i 30 anni: il difensore Mirko Drudi (32), l’attaccante Stefano Scappini (31) e il capitano Manuel Iori (37). Già. Proprio quest’ultimo, una sorta di condottiero d’altri tempi con lunghi trascorsi in carriera tra Livorno, Chievo, Cesena, Pisa e Padova e che dal 18 luglio dl 2015 ha sposato la causa Cittadella.

Una bandiera, un simbolo, l’anima di un centrocampo che ha nelle sue geometrie, le sue giocate intelligenti, la sua grinta, tutto ciò che Venturato ha sempre cercato dalle sue squadre. Il periodo trascorso in infermeria per un’ infezione a un rene che l’ha costretto a operarsi e saltare tre partite nel mese di febbraio, coincise con tre sconfitte consecutive della sua squadra contro Cosenza, Spezia e Benevento. Un condottiero, ora tornato con la voglia e la fame di prendersi la promozione in A.