L'assetto societario del Milan è cambiato completamente in questi ultimi mesi, adesso l'organigramma è al completo con l'arrivo a tutti gli effetti di Ivan Gazidis che dopo aver lavorato per tanti con l'Arsenal cercherà di riportare in alto il Milan. Il dirigente ha le idee chiarissime. Il percorso sarà simile a quello intrapreso con i Gunners, i cardini per la rinascita sono: il quarto posto in campionato e la conseguente qualificazione in Champions, una squadra giovane, fresca e talentuosa e lo stadio di proprietà, magari condiviso con l'Inter.

Il Milan punterà sul vivaio

Il Milan vuole tornare grande, Gazidis va a completare un'organigramma importante che comprende, oltre al presidente Scaroni, una leggenda del club come Paolo Maldini e Leonardo, ex giocatore, allenatore e ora dirigente. Il nuovo a.d. vuole valorizzare le giovanili, anche con l'Arsenal puntò parecchio sull'Academy. E il dirigente sudafricano in una delle sue prime uscite ufficiali si è presentato al Vismara, il centro sportivo delle giovanili del Milan.

I 4 punti del programma di Gazidis

La cosa fondamentale per Gazidis resta il calcio. Bisogna pensare soprattutto a quello che accade in campo e allo spettacolo offerto dalla squadra che deve produrre risultati importanti. Poi bisogna iniziare a ragionare sullo stadio di proprietà, che andrà condiviso con l'Inter, alla ricerca anch'essa di un nuovo impianto. Le due società vorrebbero andare oltre San Siro. Poi sarà fondamentale far tornare grande anche il brand Milan, com'era un tempo nemmeno troppo lontano. La crescita commerciale è importantissima nel progetto di Gazidis che vorrebbe che il club rossonero ottenga più guadagni dal merchandising, non solo in Italia. Infine il Milan cercherà di avere rapporti buoni con le istituzioni del calcio sia in Italia che in Europa e proverà a contare maggiormente sia in Lega Calcio che alla Uefa.

La fiducia di Elliott

Gazidis che si è trovato subito con una patata bollente e cioè con i problemi con il Fair Play Finanziario, la Uefa a breve comminerà al club delle sanzioni, ha avuto un mandato pieno da Elliott, sa di non avere la bacchetta magica, ma al tempo stesso è convinto che nel giro di pochi anni il Milan possa ritornare a risplendere e a rivincere in Italia e in Europa.