Hojbjerg dall’incubo del cancro al sogno Bayern

Pierre-Emile Hojbjerg, 18 anni, danese, centrocampista del Bayern Monaco e ‘talento calcistico dell'anno' che Guardiola ha preso sotto la propria ala protettiva. Reminiscenze della ‘cantera', lo straordinario laboratorio di campioni del Barcellona. Fiducia nelle qualità del ragazzo che può crescere nel solco della tradizione vincente dei bavaresi. Atto di straordinaria umanità nei confronti del giovane che appena pochi mesi fa, quando gli comunicarono che suo padre era ammalato di cancro, scoppiò in lacrime davanti al tecnico spagnolo. La sua vita sembrava distrutta e quei sogni, che aveva tirato fuori dal cassetto, compromessi. "A un certo punto, scoppiò in lacrime e mi assicurò che sia lui sia il club sarebbero rimasti al mio fianco", raccontò Hojbjerg alla televisione scandinava ‘Dk Sporten', confessando d'essere rimasto molto toccato dall'empatia mostrata dal tecnico iberico.
Più dell'umana compassione. Secondo il quotidiano tedesco ‘Bild' così è stato: sia Guardiola sia la società tedesca hanno fatto il possibile affinché il padre di Hojbjerg fosse trasportato in Germania per ricevere cure migliori e più specialistiche. E Pierre-Emile (di padre danese e madre francese) è riuscito a non perdersi: arrivato in Germania dal Brondby nell'estate del 2012, cresce all'ombra di campioni del calibro di Bastian Schweinsteiger e Toni Kroos ed è diventato il giocatore più giovane a giocare una partita ufficiale con il club bavarese, 17 anni e 251 giorni, durante una partita contro il Norimberga (4-0). Scampoli di gara per una carriera spalancata davanti, anche con la maglia della nazionale: il 5 marzo scorso, con l'Under 21 della Danimarca, ha realizzato 2 gol contro l'Estonia.