Higuain senza paura, segna, esulta, scruta: 5 gol in 5 gare contro il Napoli

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La mimica del Pipita è inequivocabile: non teme i fischi, gli sfotto’ e gli insulti, replica al pubblico con altrettanta veemenza. Fa gol, imita l’esultanza di Toni poi porta la mano alla fronte e scruta verso la tribuna: “De Laurentiis, dove sei?”. Oggi lo sfida, l’anno scorso gli puntò l’indice contro accusandolo di aver istigato la folla contro di lui.

"Chi ti augura il peggio non merita il mio rispetto". Il messaggio scritto dal Pipita costretto a operarsi alla mano sinistra è il manifesto dello spirito, dell'animo che gli hanno fatto da corazza nella settimana più calda che ha preceduto la sfida del San Paolo. Higuain ha indossato l'armatura e affrontato a muso duro, viso aperto, testa alta quel pubblico che ribolle di fischi e di livore appena ne scruta la pettorina durante il riscaldamento. Non li teme, ci vuole ben altro per impressionarlo. Risponde alle provocazioni con insolenza.

E allora replica agli insulti, agli sfotto', alla rabbia dell'amore tradito che tracima in odio nel suo ex stadio alla sua maniera: alza le braccia e si rivolge verso lo stadio. Avete presente Rocky Balboa che dice a Ivan Drago "non fa male, colpiscimi". Ecco l'intento è lo stesso: "fischiate pure, fischiate più forte… perché non vi sento".

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E' una furia Higuain, vede azzurro e carica: Pepe Reina deve uscire per anticiparlo e sventare la prima azione da gol più netta della sfida, con l'argentino che parte in contropiede, s'infila in area e tenta il colpo sotto per superare il portiere ma la conclusione viene deviata in extremis. Il ‘nove' della Juventus impreca, i tifosi lo fischiano ma questa volta lo fanno per esorcizzare la paura. Pochi minuti e calerà il gelo a Fuorigrotta: core ‘ngrato li castiga per la quinta volta consecutiva in altrettante gare ufficiali giocate contro l'ex squadra.

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Juventus in vantaggio e calciatore che si scrolla di dosso la tensione esultando alla Toni (porta la mano all'orecchio e la ruota come a dire "non vi sento"), poi porta la mano destra alla fronte e scruta verso la tribuna. Dov'è De Laurentiis? Il Pipita lo guarda da lontano e quasi sembra sfidarlo ma senza puntargli il dito contro. "E' colpa tua, è colpa tua", urlò indispettito per l'accoglienza da traditore che gli riservò la prima volta il suo ex pubblico. Adesso gonfia il petto e nulla lo spaventa, niente lo tiene a freno, protesta con l'arbitro e ha un battibecco con Insigne e Mertens. "Sta zitto e gioca", gli dicono e lui li manda a quel paese.

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