"Chi ti augura il peggio non merita il mio rispetto". Il messaggio scritto dal Pipita costretto a operarsi alla mano sinistra è il manifesto dello spirito, dell'animo che gli hanno fatto da corazza nella settimana più calda che ha preceduto la sfida del San Paolo. Higuain ha indossato l'armatura e affrontato a muso duro, viso aperto, testa alta quel pubblico che ribolle di fischi e di livore appena ne scruta la pettorina durante il riscaldamento. Non li teme, ci vuole ben altro per impressionarlo. Risponde alle provocazioni con insolenza.

E allora replica agli insulti, agli sfotto', alla rabbia dell'amore tradito che tracima in odio nel suo ex stadio alla sua maniera: alza le braccia e si rivolge verso lo stadio. Avete presente Rocky Balboa che dice a Ivan Drago "non fa male, colpiscimi". Ecco l'intento è lo stesso: "fischiate pure, fischiate più forte… perché non vi sento".

E' una furia Higuain, vede azzurro e carica: Pepe Reina deve uscire per anticiparlo e sventare la prima azione da gol più netta della sfida, con l'argentino che parte in contropiede, s'infila in area e tenta il colpo sotto per superare il portiere ma la conclusione viene deviata in extremis. Il ‘nove' della Juventus impreca, i tifosi lo fischiano ma questa volta lo fanno per esorcizzare la paura. Pochi minuti e calerà il gelo a Fuorigrotta: core ‘ngrato li castiga per la quinta volta consecutiva in altrettante gare ufficiali giocate contro l'ex squadra.

Juventus in vantaggio e calciatore che si scrolla di dosso la tensione esultando alla Toni (porta la mano all'orecchio e la ruota come a dire "non vi sento"), poi porta la mano destra alla fronte e scruta verso la tribuna. Dov'è De Laurentiis? Il Pipita lo guarda da lontano e quasi sembra sfidarlo ma senza puntargli il dito contro. "E' colpa tua, è colpa tua", urlò indispettito per l'accoglienza da traditore che gli riservò la prima volta il suo ex pubblico. Adesso gonfia il petto e nulla lo spaventa, niente lo tiene a freno, protesta con l'arbitro e ha un battibecco con Insigne e Mertens. "Sta zitto e gioca", gli dicono e lui li manda a quel paese.