Marek Hamsik ha dato l’arrivederci al Napoli dopo quasi dodici stagioni, il suo presente e il suo futuro sono rappresentati dalla Cina. Dopo aver salutato il Napoli e i tuoi tifosi sui social lo slovacco ha voluto anche far sentire la sua voce. A Bratislava l’ex capitano azzurro ha organizzato una conferenza stampa in cui ha parlato del Napoli, di Insigne e del suo futuro in Cina:

Quando ho saputo dell'interesse del Dalian mi sono subito messo in contatto con Carrasco. Andrò a Shangai per allenarmi in vista dell'inizio del campionato. Dopo 11 anni volevo cambiare, ma i sentimenti per tifosi e città resteranno intatti, sorprendenti, eccezionali. Lo stipendio ha inciso sulla mia scelta.

Il presidente De Laurentiis, il tecnico Ancelotti e il d.s. Giuntoli che hanno acconsentito alla cessione sono stati ringraziati da Hamsik, che spera di salutare come si deve i suoi tifosi e spera anche di commuoversi una volta tornato al San Paolo, quando farà un indimenticabile giro di campo:

L'addio? Per me è stato più semplice scriverlo, sapete tutti che sono di poche parole. Mi ci sono voluti due o tre giorni senza dormire per scrivere quel testo. Sono orgoglioso di essere stato parte di questa famiglia, spero di piangere quando tornerò a Napoli e mi farò questo giro di campo come si deve. Avrò Napoli sempre nel cuore. Ringrazio De Laurentiis, che mi ha dato il via libera per partire con Ancelotti e Giuntoli.

Hamsik ha incoronato Insigne, nuovo capitano, e crede che possa battere i suoi record: “Lascio la fascia di capitano a Insigne, è il calciatore giusto per ricoprire questo ruolo e gli auguro di poter battere il mio record di presenze”, e ha parlato anche dei momenti più belli vissuti da calciatore del Napoli, l’unico rammarico è non aver vinto lo scudetto:

Il primo ricordo è sicuramente la Coppa Italia vinta dopo 25 anni, non si può dimenticare. Ma ricordo con piacere anche la prima qualificazione in Champions League. È mancato lo scudetto per la forza della Juventus, è l'unico mio rammarico. Non ho cercato mai di cambiare squadra perché a Napoli mi sentivo felice e importante.