Al termine della partita contro la Sampdoria non sapevo come sarebbe andata a finire, poi ho trovato l’accordo ed ero sicuro che l’affare si facesse anche quando la trattativa ha rallentato. Di Napoli mi manca tutto. Gli amici, il cibo… Quella è la mia casa, lo è stata per dodici anni. Mi manca sentire il San Paolo, il tifo della gente. Mi manca una partita come quella contro la Juventus che è in grado di dare delle sensazioni uniche e straordinarie come poche altre. Se fossimo rimasti in lotta per lo scudetto forse non sarei andato via perché vincere lo scudetto al Napoli, rendere felici i napoletani, sarebbe stata una cosa incredibile che non mi sarei perso per tutto l’oro del mondo.

Sono queste le parole di Marek Hamsik per Napoli e tutto ciò che ha rappresentato la città partenopea negli ultimi 12 anni. L'ex capitano azzurro, intervistato da Il Mattino, ha parlato delle emozioni che ha provato quando ha lasciato il terreno del San Paolo per l'ultima volta contro la Sampdoria, della corsa scudetto dello scorso anno e degli stimoli che lo hanno portato via dall'Italia. Marekiaro ha raccontato le emozioni dell’esordio con la maglia del Dalian Yifang e le ambizioni della sua nuova squadra:

Arrivare tra le prime otto sarebbe un grande traguardo, ma dobbiamo pensare alla salvezza. Io sono qui per dare una mano alla crescita di questa squadra e di questa società. All’esordio abbiamo ottenuto un buon pareggio, in dieci per tutta la partita. I miei compagni hanno disputato una buona prestazione.

Hamsik ha parlato del sogno scudetto svanito lo scorso anno sul più bello e l'ex capitano ha voluto mettere in chiaro un concetto che viene sempre utilizzato in merito alla disfatta con la Fiorentina:

La differenza la fanno i punti che noi del Napoli riusciamo a perdere puntualmente e che la Juve, invece, non perso mai. L’anno scorso non abbiamo perso in albergo. Le partite e i campionati si perdono in campo, non in albergo. E penso proprio di averlo perso a Firenze.

Infine una battuta su Lorenzo Insigne, che ora indossa la fascia da capitano che era sul suo braccio fino a poche settimane fa, e sulle possibilità della squadra di Carlo Ancelotti in Europa League:

Lorenzo è sempre il numero uno ed è il più forte di tutti. Sono contento che sia Lorenzo ad aver preso la mia fascia. In Europa League si può arrivare fino in fondo, abbiamo le carte in regola anche se ci sono tanti avversari temibili come Chelsea, Siviglia, Arsenal, Benfica e Valencia, ma anche lo stesso Salisburgo.