Pep Guardiola è un grande innovatore, ha vinto tantissimo e da i suoi calciatori è molto amato, ma anche molto temuto, perché il catalano è un sergente di ferro. Il tecnico infatti è famoso anche per le sue regole che vanno rispettate da tutti, e chi sgarra paga. Da due anni allena il City e dal primo giorno esistono tanti divieti, che sono aumentati dopo il pareggio con il Wolverhampton, che ha interrotto il percorso netto dei campioni d’Inghilterra, che adesso devono già recuperare due punti a Chelsea, Liverpool e Watford, tutte a punteggio pieno.

Quando arrivò in Premier League Guardiola decise di dare una stretta molto forte e inasprì ordini e divieti, e stabilì multe pesanti per quelli che non si impegnavano durante gli allenamenti, ma furono istituite multe anche per chi sgarrava sull’alimentazione, divieto assoluto per cibi spazzatura e succhi di frutta. Guardiola proibì ai suoi giocatori look troppo eccentrici. Adesso nel mirino del tecnico sono finiti gli smartphone dei giocatori, che sono stati vietati in tutti ‘gli spazi di lavoro’ e cioè durante esercizi e sedute tattiche. E come dar torto al tecnico.

Guardiola ha così introdotto ufficialmente un nuovo sistema di multe per regolare la condotta dei propri giocatori, a cui vengono sottrattati i telefoni durante le sessioni di analisi nelle riunioni di gruppo fino a campi e palestre della City Football Academy. L’unica deroga è concessa ai calciatori negli spogliatoi. Ma a una deroga corrisponde un’altra regola importante e riguarda i ritardi. Benjamin Mendy, grande protagonista in quest’avvio di stagione, ha pagato una multa saltata per essere arrivato in ritardo all’allenamento, mentre Leroy Sané è stato addirittura escluso nel match con il Newcastle per scarso impegno in allenamento. Ora bisognerà capire se questo sistema di multe darà i suoi frutti in Premier e soprattutto in Champions, dove il City sfiderà Shakhtar, Hoffenheim e Lione.