Gonzalo Higuain a Roma come Batistuta. Nicolò Barella vuole l'Inter e non ci sono possibilità che indossi la maglia giallorossa. A dare le ultimissime notizie di calciomercato sulle trattative dei giallorossi è il neo direttore sportivo, Gianluca Petrachi. Lo fa in tempo reale nel corso della conferenza stampa di presentazione ufficiale avvenuta oggi nel centro sportivo di Trigoria. Altro concetto sottolineato dal dirigente ex Torino: nella Capitale è l'anno zero e chiunque verrà dovrà essere molto motivato ad accettare la sfida.

Chi discute Higuain è un pazzo – afferma Petrachi -. In questo momento ha perso un po' di autostima e sicuraqui damente potrebbe far comodo alla Roma, qualora Dzeko andasse via. Qualora si dovesse aprire qualcosa con la Juventus, lui deve essere il primo a crederci. Per ritrovarsi questa piazza è sicuramente un'ottima occasione per Gonzalo. Qui potrebbe seguire le orme di Batistuta, qui ha lasciato un segno indelebile nella Roma.

Altro nome caldo di queste settimane, Barella del Cagliari. Lui s'è promosso sposo da tempo all'Inter mentre le parole degli ultimi giorni del presidente, Giulini, sembravano aver spostato l'ago della bilancia dalla parte dei giallorossi. A chiarire la situazione e soprattutto a spiegare quante possibilità ci sono che effettivamente si diriga verso la Capitale piuttosto che a Milano è lo stesso diesse.

Barella è un capitolo chiuso. Il procuratore aveva già incontrato la Roma prima che arrivassi io ed avevano raggiunto un accordo e lui era contento. Poi dopo l'addio di Monchi si è perso un po' di tempo. Si è inserita l'Inter, che ha fatto la proposta al Cagliari, poi Conte ha chiamato il giocatore e l'ha motivato. Il ragazzo ha ambizione di giocare la Champions. Il Cagliari vorrebbe darlo alla Roma, ma il giocatore ha scelto l'Inter.

Ultima riflessione dedicata al nuovo tecnico, Paulo Fonseca, arrivato di recente a Roma. Toccherà a lui raccogliere avviare la rifondazione della squadra che ripartirà dall'Europa League e dalla quinta posizione dell'anno scorso.

L'ho seguito negli ultimi anni perché c'era un giocatore dello Shakhtar che volevo portare a Torino – ha aggiunto Petrachi -. Vedendo lui, ho visto giocare lo Shakhtar, una squadra corta, aggressiva, recupero di palla immediato. Una mentalità che adoro e amo. Ci vorrà tempo, non sarà facile, però sono molto ottimista.