Nonostante la vittoria di Genova, Marco Giampaolo rischia ancora l'esonero. Di fronte al gioco espresso da Romagnoli e compagni a Marassi, deludente nel primo tempo e accettabile solo per una ventina di minuti nella ripresa, e complice la pausa per le nazionali (spesso utilizzata dai club per il cambio in panchina), la dirigenza del Milan sta infatti valutando l'idea di sollevare il tecnico dall'incarico e affidare la squadra ad un altro allenatore.

Le prossime ore potrebbero essere dunque decisive per il destino del mister di Giulianova: colpevole secondo l'accusa di scelte spesso discutibili e confusionarie. Secondo le ultime indiscrezioni, il club rossonero starebbe dunque valutando la migliore alternativa in circolazione: quell'allenatore che dovrebbe sedersi al posto dell'ex Sampdoria e cercare di rianimare una squadra spenta sotto tutti i punti di vista.

I punti di vista diversi di Maldini e Boban

Tra coloro che spingono per un veloce cambio di panchina, ci sarebbe anche Zvonimir Boban: mai entrato in sintonia con Giampaolo. A conferma della presunta poca stima del dirigente milanista, nei giorni scorsi era inoltre arrivato anche il post su Instagram di Rafael Boban, il figlio quattordicenne del CFO del Milan: "Qual è il motivo della crisi? Abbiamo giocatori di grande qualità, credo che il problema sia l'allenatore. Vedremo cosa succederà. Allegri? È un tecnico molto forte".

Difeso pubblicamente da Paolo Maldini, Giampaolo avrebbe dunque in Boban il suo nemico numero uno. Spifferi provenienti da Milanello parlerebbero inoltre di screzi tra gli stessi due dirigenti, con l'ex capitano che vorrebbe continuare con questo allenatore e con la politica dei giovani e con il croato che invece spingerebbe per un cambio e per creare nella rosa milanista un giusto mix di gioventù ed esperienza. In attesa ci sarebbero Rudi Garcia, Claudio Ranieri e Luciano Spalletti. A loro, nelle ultime ore, si sarebbe aggiunto anche Stefano Pioli. Il tutto senza dimenticare l'ipotesi di un clamoroso ritorno di Gattuso e di uno sbarco a Milano di Arsene Wenger.