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Germania, trovato morto l’ex tecnico dell’Union Berlino: probabile il suicidio

A marzo era stato costretto ad abbandonare il ruolo di allenatore del club a causa della sindrome di burnout una malattia nervosa derivata dal troppo stress. In passato ha anche allenato il Leverkusen ed è solamente un omonimo dell’attaccante polacco del Bayern Monaco.
A cura di Alessio Pediglieri
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fonte: twitter.com
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Tragedia nel calcio tedesco dove è morto il 44enne Sascha Lewandowski ex allenatore dell'Union Berlino, deceduto nella notte tra martedì e mercoledi scorso. Ancora sconosciute le cause del decesso su cui stanno lavorando gli inquirenti ma non si esclude purtroppo la pista del suicidio. Lewandowski nella scorsa stagione aveva dovuto interrompere il proprio lavoro di allenatore a causa di una malattia di origine nervoso causata dal troppo stress. In passato aveva guidato anche il Bayer Leverkusen.

Secondo i media tedeschi la causa della morte è ancora sconosciuta, come confermano  anche alcune fonti interne alla polizia di Bochum. Purtroppo le prime ipotesi in tal senso fanno riferimento a un suicidio. Sascha Lewandowski – solamente omonimo dell'attaccante polacco in forza al Bayern Monaco – aveva guidato  in passato anche il Bayer Leverkusen nella stagione 2012/2013 ed aveva poi proseguito la propria carriera all'interno del club come allenatore delle giovanili per poi raggiungere l'Union Berlino. A marzo, però, la malattia (gli era stata diagnosticata la sindrome da burnout una malattia da stress di origine nervosa) ha costretto Lewandowski ad abbandonare il campo.

Sascha Lewandowski, 44 anni, ha allenato il Bayer nella stagione 2012-2013, dove era subentrato al posto di Robin Dutt, insieme a Sami Hyypiä, il 1º aprile 2012 ed ha mantenuto il posto in panchina anche all'inizio della stagione seguente, lasciando questo ruolo al termine della stessa, tornando alla guida delle giovanili. Il 6 aprile 2014 venne però richiamato per allenare il Bayer Leverkusen in sostituzione di Sami Hyypiä. Nella stagione 2015-2016 ha guidato l'Union Berlino in Zweite Bundesliga, lasciando l'incarico a marzo 2016 , dopo che gli era stata diagnosticata una sindrome da burnout.

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