La sfida tra Genoa e Milan "non s'ha da fare", avrebbe detto il don Abbondio manzoniano perché la partita è al centro di nuove questioni che hanno catalizzato l'attenzione sportiva e non solo. All'andata la tragedia accorsa alla città di Genova con l'improvviso crollo del Ponte Morandi ne impose il rinvio, oggi il match di ritorno al "Luigi Ferraris" porta con sè nuovi attriti: l'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive ha deciso che la gara si giocherà lunedì 21 non alle 21 ma alle 15.

Un problema per la città di Genova dicono le istituzioni, per la viabilità cittadina, sempre a seguito del crollo del 14 agosto. Una scelta scellerata da parte del calcio che non si cura delle problematiche di una città che sta cercando di risollevarsi in ogni modo, ma che non viene aiutata da nessuno. Ma il Centro del Ministero dell'Interno ha ribadito e confermato la scelta, pronto ad incassare la ventata di polemiche che ciò comporterà.

Daniela Stradiotto, presidente dell'Osservatorio, ospite al convegno sulla sicurezza degli stadi a Reggio Emilia, ha confermato l'orario del posticipo di Serie A della prossima settimana: "Genoa-Milan si giocherà lunedì 21 gennaio alle 15 di pomeriggio. Polemiche? Ce ne faremo una ragione". La partita era stata messa in programma nell'orario classico delle 21, per poi essere rivisto e anticipato alle 15. Questioni di ordine pubblico che hanno spinto a evitare il confronto notturno tra due società le cui tifoserie non godono di ottimi rapporti.

Ad alzare il tiro contro il calcio sono state soprattutto le istituzioni politiche. Il Governatore della Liguria, Toti ha puntato l'indice sulle difficoltà che la città di Genova dovrà affrontare per la viabilità. Il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha espresso altre perplessità ma il presidente della Lega, Gaetano Micicché, con una lettera ha chiarito di chi fosse la responsabilità della scelta: "La decisione di anticipare l'orario di disputa della partita, rispetto a quanto inizialmente previsto da questa Lega, dipende esclusivamente da una precisa indicazione pervenuta dalle autorità responsabili della gestione dell'ordine pubblico, cui non abbiamo potuto fare altri che attenerci".