Un momento di rabbia e fastidio, immortalato e criticato. Gian Piero Gasperini ha spintonato un dirigente della Sampdoria nel sottopassaggio e telecamere, telefonini e macchine fotografiche non si sono fatte sfuggire nulla, dando il tutto in pasto ai social network, il nuovo insindacabile giudice popolare davanti al quale ogni sentenza diventa legge. Senza eccezioni, nemmeno per uno degli allenatore più apprezzati del panorama italiano grazie alla sua Atalanta sbarazzina, capace di imprese impossibili con un manipolo di indomabili ragazzi e un gioco che piace.

L'episodio è stato figlio del momento concitato: un contatto tra Gian Piero Gasperini (allontanato dall’arbitro Fabbri per aver protestato dopo il rigore concesso al 64’ per il fallo di Gomez su Ramirez, poi trasformato da Quagliarella) e Massimo Ienca, segretario generale blucerchiato che ha perso l’equilibrio per una spinta nel tunnel che conduce agli spogliatoi, come evidenziato anche da un video amatoriale.

Le polemiche e le scuse

Tante le polemiche verso l'allenatore della Dea che alla fine ha fatto mea culpa e si è scusato pubblicamente, ricordando il proprio ruolo soprattutto tra i più giovani e i tanti appassionati di calcio, veicolo di principi ai quali l'Atalanta si ispira ogni giorno.

Da subito in casa blucerchiata si era stigmatizzato l'episodio: il club genovese aveva preso posizione attraverso le dichiarazioni del vice-presidente Antonio Romei che si era rivolto alla Procura Federale, mentre l’allenatore della Dea aveva parlato di “una sceneggiata” creata per aumentare la polemica. Parole poi smentite dal diretto interessato che ha capito il proprio errore.

Non sono orgoglioso dell’esempio dato ai calciatori, alla società e ai tifosi di calcio. Sono davvero molto dispiaciuto per quanto successo ieri a Genova e per tutte le polemiche che ne sono derivate e che hanno fatto passare in secondo piano l’importante risultato sportivo raggiunto dopo una partita coinvolgente e disputata ad alti livelli da entrambe le squadre

Parole che sono state riportate dal club orobico sul proprio sito ufficiale e sui social network. Non un gesto scontato in un mondo in cui ogni ammissione di colpa viene letta come un problema legato all'autorevolezza e all'autorità dei singoli.