Sognare il Mondiale, attenderlo per l'intera carriera, poi rompersi il tendine d'Achille, non potervi partecipare e vedere i tuoi compagni alzare al cielo la Coppa del Mondo. Un incubo, con uno spruzzo di beffa e una massiccia dose di amarezza. Ciò che ha provato a cavallo di giugno e luglio Laurent Koscielny, giocatore francese non convocato da Deschamps a causa del brutto infortunio subito in Europa League.

Un destino crudele che lo ha relegato prima sotto i ferri e poi con le stampelle e un lentissimo recupero che ancora si deve completare al cento per cento. Nel mezzo la gioia per la propria Nazione e Nazionale, ma anche la furia di non poter essere stato parte integrante dell'avventura più bella che un calciatore possa vivere. Al punto tale di augurare di perdere ai propri compagni di Nazionale.

I cattivi pensieri. Così, Laurent Koscielny ricorda quel mese d'estate quando la Francia ha iniziato la propria cavalcata mondiale senza fermarsi più e schiantando in finale la Croazia: "Mi sono sentito molto felice per i miei compagni è naturale, ma anche arrabbiato. Non puoi sentirti un campione del mondo come invece hanno fatto 60 milioni di francesim perché sai che non è così. È una strana sensazione, durante il torneo volevo che andassero avanti nel Mondiale ma allo stesso tempo volevo che perdessero".

Addio alla Nazionale. Ancora oggi Koscienly è in riabilitazione, non può giocare e mettersi a disposizione dell'Arsenal. Il cammino è ancora lastricato da verifiche, test, referti. Tutti dati che diranno come e quando potrà scendere di nuovo in campo. Ed è per questo che la mente vaga e ritorna al Mondiale russo, dove lui sarebbe potuto esserci e che invece ha guardato solo davanti alla tv: "Ho un lato egoista, penso sempre che avrei potuto far parte della Francia campione del mondo. Sarà nella mia testa per il resto della mia vita: ho dato tutto quello che potevo dare, con la Nazionale è finita per me"