Macchina da gol in Champions. Campione che mescola brand e pallone. Imprenditore e business man. Cristiano Ronaldo non sarà mai un calciatore normale. Lo diceva (e lo dice tuttora) anche Diego Maradona quando pensa a se stesso, ma quella dell'ex Pibe è una storia diversa. L'avventura di CR7 inizia da Funchal, si alimenta in Inghilterra fino a trovare la consacrazione in Spagna, al Real Madrid. A 32 anni la stella dei blancos è all'apice della carriera, lo toccherà quando gli verrà consegnato il quinto Pallone d'Oro così da scrivere assieme a Messi (che ha già raggiunto quel numero di trofei) una delle pagine più belle del calcio internazionale.

E' forte, ha un fisico perfetto, scolpito, tonico, elastico, asciutto. CR7 sa che la potenza è nulla senza controllo e ha allenato il proprio corpo a resistere agli urti della vita come a quelli dei marcatori. Vuole vincere sempre ed essere il migliore, si allena per farlo senza risparmiarsi. E' ricco sfondato, può permettersi auto di lusso da capogiro (il suo parco auto ha un valore di circa 10 milioni di euro), vacanze da nababbo e case come regge ma non ha mai dimenticato di aiutare i più deboli e fare beneficenza.

I critici che nulla gli risparmiano. Sostengono che lo faccia per foraggiare il proprio ego, incentivare il culto della propria persona. La realtà invece è tutta nei dati che nel 2015 raccolse il sito Dosomething.org e definì Ronaldo la stella dello sport più caritatevoli in assoluto. Il tabloid ‘The Sun' ha menzionato almeno 15 episodi che testimoniano la solidarietà dell'uomo prima ancora del calciatore.

Nel 2011 dopo aver vinto la Scarpa d'oro con il Real Madrid (40 gol) la donò alla fondazione del club blancos perché la mettesse all'asta: il ricavato (1.5 milioni) venne utilizzato per ricostruire delle scuole a Gaza, in Palestina. A ottobre scorso ha messo in vendita una copia del Pallone d'Oro conquistato nel 2013: i 600 mila euro raccolti sono stati versati all'associazione Make a Wish che offre assistenza ai bimbi malati terminali e alle loro famiglie.

Haidar, Nuhuzet, Erik Ortiz. Letti così sono solo tre nomi di ragazzini che della vita hanno conosciuto solo il lato oscuro. Haidar ha perso la famiglia nel 2015 a Beirut: i genitori sono rimasti uccisi nell'attentato di un kamikaze. Quando il Real apprese la sua storia invitò il giovane tifoso in Spagna: le immagini del piccolo che piange tra le braccia di Ronaldo sono struggenti. Nuhuzet era un bambino di 9 anni affetto da una gravissima malattia, CR7 gli pagò le cure sperimentali negli States ma non bastarono a salvare la vita al ragazzo. Erik Ortiz Cruz è il piccolo di 10 mesi che nel 2014 trovò nel calciatore lusitano il proprio angelo custode: affetto da displasia corticale (una patologia del cervello che può causare crisi epilettiche continue), aveva bisogno di cure molto costose. Ronaldo non ci pensò due volte e si offrì di coprire le spese di tutti i trattamenti specialistici.

No ai tatuaggi e il motivo non è estetico. Dona sangue e midollo. Vi siete mai chiesti perché, a differenza di molti altri calciatori, Cristiano Ronaldo non ha nemmeno un tatuaggio sul proprio corpo? Se credete che la ragione sia di carattere estetico vi sbagliate: è un donatore di sangue e si presta spesso per pubblicizzare campagne per sensibilizzare le persone a diventare donatori. Chi ha tatuaggi non può donare il sangue? Può donare ma deve comunque attendere un periodo di tempo e fare attenzione al rischio infezioni. Quanto alla donazione del midollo osseo, tutto è cominciato quando seppe che il figlio del suo ex compagno di Nazionale, Carlos Martins, aveva bisogno di un trapianto. Da allora ha offerto se stesso.

Save the Children, Unicef e World Vision sono le associazioni internazionali di cui è ambasciatore sfruttando l'enorme popolarità. A tutte fa donazioni generose chiedendo però che venga osservato il massimo riserbo sugli importi versati. Nel 2013 girò alla Croce Rossa l'assegno da 100 mila euro ricevuto dall'Uefa per essere stato inserito nel Team of the Year, un anno dopo distribuì alle organizzazioni di cui è ambasciatore i 450 mila euro di premio che il Real Madrid gli aveva pagato per la conquista della Decima. Due anni fa, in seguito al terremoto in Nepal che provocò la morte di 9 mila persone e danni gravissimi in tutto il paese, CR7 quasi 5 milioni di euro a Save the Children.

Lotta al cancro. Nel 2007 a sua madre, Dolores Aveiro, venne diagnosticato un tumore al seno: la donna guarì ma il calciatore volle ricompensare il centro presso il quale era stato in cura la donna con una donazione di 120 mila euro.

Un regalo di nozze molto speciale. Di diverso tenore, ma sempre sinonimo di munificenza, fu il regalo particolare che fece al suo agente, Jorge Mendes, in occasione delle nozze: spese 40 milioni di euro per comprargli un'isola greca.

Nel rapporto coi tifosi Ronaldo cerca di essere il più disponibile possibile, accettando di lasciarsi fotografare. In altre occasioni prova a farsi perdonare… è successo un paio di volte che una palla da lui calciata e finita sugli spalti abbia colpito qualche ragazzino. A Charlie Silverwood, 11 anni, spezzò il braccio: il presidente del Real Madrid, Florentino Perez, telefonò al piccolo tifoso, mentre il calciatore gli regalò la sua maglia autografata.