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Fiorentina, Paulo Sousa: “La sfida di San Siro? La pressione è tutta sull’Inter”

L’allenatore gigliato, in conferenza stampa, ha parlato dell’imminente trasferta di Milano contro la capolista: “Dovremo essere coraggiosi e concreti. Questa trasferta ci dirà chi siamo veramente”.
A cura di Alberto Pucci
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La sesta giornata di campionato è chiamata a regalare certezze in casa viola. Dopo la sconfitta pesante di Torino, la Fiorentina di Paulo Sousa ha infatti saputo reagire mettendo insieme tre vittorie consecutive (contro Genoa, Carpi e Bologna) e avvicinando notevolmente la vetta della classifica: oggi di proprietà del vecchio "amico" Roberto Mancini. Proprio contro la squadra del tecnico di Jesi, Paulo Sousa è alla ricerca dell'ennesimo successo in quello che sarà un esame di maturità per l'undici toscano: "La sfida di San Siro sarà un un barometro importante per tutti noi, specialmente per me come allenatore – ha detto il portoghese in conferenza stampa – Sono queste le partite che ci possono dire chi siamo e chi vogliamo essere. L’Inter è una squadra che ha qualità, esperienza e maturità. Esattamente come il suo allenatore. Hanno individualità che possono decidere la partita.  Noi dovremo essere bravi a rispondere con il coraggio e la concretezza del nostro gruppo".

L'orgoglio di Sousa – Dove potrà arrivare al Fiorentina? In attesa del verdetto del "Meazza", Paulo Sousa dimostra di avere le idee ben chiare: "Non ci poniamo limiti e vogliamo competere con quei club che hanno più fattori rispetto a noi per pensare allo scudetto. La pressione sarà tutta sulle loro spalle, ma questo non può essere un vantaggio per i miei ragazzi. Siamo arrivati a competere con una società che punta allo scudetto, questo per noi deve essere motivo di felicità". Dopo aver spiegato come mai Suarez non è ancora esploso nel campionato italiano ("Arriva da un calcio completamente diverso e stiamo cercando di integrarlo nel modo migliore"), l'ex allenatore del Basilea ha spezzato una lancia a favore della classe arbitrale italiana: "Dobbiamo aiutare gli arbitri e fare in modo che possano avere serenità nelle decisioni che prendono –  ha concluso il tecnico – Sono di altissima qualità e tocca anche a noi proteggerli. Se scendiamo in campo già con i dubbi, difficilmente potranno fare bene".

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