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Ferlaino: “Emanuele Filiberto tarallaro: voleva comprare il Napoli per rivenderlo”

L’ex presidente del Napoli ha rivelato di aver rifiutato anche una proposta dell’attuale patron De Laurentiis.
A cura di Marco Beltrami
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Oltre 30 anni alla guida di un Napoli capace di vincere due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa e una Supercoppa Italiana con in campo il più grande di tutti, Diego Armando Maradona. Corrado Ferlaino alla presidenza del club partenopeo ha contribuito a scrivere pagine importanti dello sport azzurro e italiano. 14 anni dopo la conclusione della sua avventura come patron della formazione partenopea, l’imprenditore e ingegnere napoletano ha raccontato alcuni retroscena curiosi sulla sua gestione. Intervenuto presso il Circolo Nautico Posillipo in occasione della presentazione del libro “Papaveri e Papere – Prodezze e nefandezze dei presidenti del calcio", scritto dai giornalisti della Gazzetta dello Sport, Massimo Arcidiacono e Maurizio Nicita, Ferlaino si è lasciato andare a curiose rivelazioni. In primis quella relativa alla trattativa per la cessione del Napoli ad Emanuele Filiberto di Savoia, definito dall’ex presidente un “tarallaro”: "Avevo venduto il Napoli ad Emanuele Filiberto di Savoia, ma il principe al momento della firma mi disse che, alla vigilia dell’estate, avrebbe voluto poi rivenderne le quote offrendole dal suo gommone ai ricchi nobili che avrebbe incontrato al mare, all’isola di Cavallo. Così facendo mi ricordò il tarallaro del Cilento che offre a destra e a manca i suoi prodotti. Capii che non era cosa buona per il Napoli. Feci saltare tutto”.

Su De Laurentiis. Ferlaino nel 1999 ricevette anche una proposta d’acquisto dall’attuale presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, ma ecco come andò a finire: “Non trattò con me, allora. Cercò di farsi pubblicità e non ritenni seria quell'offerta. Del resto capisco che per lui fu più semplice prendere il Napoli dal fallimento, perché ai miei tempi l'indebitamento era molto più alto perché non c'erano gli introiti dei diritti tv”

La lotta al calcioscommesse. In conclusione Ferlaino ha svelato come combatteva il rischio calcioscommesse, altissimo anche all’epoca: “Quando di scandali scommesse non si parlava, avevo il sospetto che quelle clandestine prendessero piede. Grazie a un questore dell'epoca, venivo avvertito di probabili interventi esterni sui giocatori. A quel punto raddoppiavo e triplicavo i premi per sventare i danni al Napoli".

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