Si è chiuso con la 6a giornata di serie A il tour de force del massimo campionato con tre turni concentrati in una settimana. Una giornata in cui spicca l'ennesimo tonfo del Milan (con conseguenti ore di riflessione su Giampaolo) domato da una Fiorentina che si conferma un ottimo mix di gioventù ed esperienza, a cominciare dal talento emergente di Chiesa e Castrovilli, per proseguire con la qualità matura di Ribery e Pezzella. Continua, invece, a far risultato l'Inter di Conte che, contro la Sampdoria, inanella la sesta vittoria di fila in stagione con Sensi ancora sugli scudi e un Sanchez che fa tutto e il suo contrario (gol e poi espulsione per un'ingenua simulazione).

Buone notizie anche per la Juventus sempre più in linea con il credo tattico del suo allenatore e maggiormente orientata a un passaggio al 4-3-1-2 con Ramsey giocatore chiave, ma anche un Pjanic sempre più decisivo. Il Napoli vince ma fatica maledettamente contro un buon Brescia (primo gol di Balotelli), stessa sorte della Roma contro l'altra neo-promossa Lecce, mentre per la Lazio finisce in goleada contro il Genoa (4-0), un buon modo per allontanare le polemiche che, negli ultimi tempi, hanno visto coinvolti il tecnico Inzaghi e l'uomo-simbolo Immobile. Andiamo, dunque, a nominare i promossi e bocciati dell'ultimo weekend.

Promossi

  1. Castrovilli e Ribery (Fiorentina): il giovane e il vecchio, il talento alla prima grande esperienza e il fenomeno sulla via del tramonto. Punti di congiunzione: tanti, a cominciare dalla qualità che trasudano in ogni giocata. Non sarà un caso che entrambi occupano le prime posizioni nella classifica dei dribbling riusciti in quest'avvio di stagione. Contro il Milan fanno la differenza in ogni angolo di campo, con il francese che esce accompagnato dalla meritata standing ovation di San Siro.
  2. Gomez (Atalanta): guida e leadership della giovane Atalanta, il Papu aiuta i suoi a dimenticare ulteriormente l'esordio in Champions propiziando la seconda vittoria di fila con un netto 4-1 contro il Sassuolo. Per lui una doppietta che gli fa meritare anche gli applausi del Mapei Stadium.
  3. Sensi (Inter): con lui dobbiamo ripeterci, è l'uomo ovunque di quest'Inter, nonché la propaggine di Conte in campo. Segna un gol, propizia il secondo ed è sempre protagonista di una regia illuminata.
  4. Pjanic (Juventus): nei piani di Sarri deve essere l'equivalente di Jorginho ai tempi di Napoli e Chelsea. Il bosniaco, però, ha molta più qualità e numeri d'artista che gli permettono di fare ulteriormente la differenza e così alla tripla cifra di palloni giocati affianca anche gol come quelli contro il Brescia e la Spal che permettono ai bianconeri il salto di qualità.
  5. Berisha (Spal): se contro la Juventus non finisce in goleada, il merito è soltanto suo. Il portiere albanese mette in mostra riflessi e numeri di altra categoria mostrando come la ruggine provocata dalla panchina dello scorso anno sia ormai dimenticata. Almeno quattro le parate decisive, due contro Cristiano Ronaldo.
  6. Milinkovic-Savic (Lazio): dopo l'ultima stagione in chiaroscuro, anche in quest'avvio sta alternando alti e bassi, ma contro il Genoa si rivela l'anima della Lazio con un gol e un assist che spianano la strada alla goleada finale.
  7. Balotelli (Brescia): il primo gol della sua nuova avventura in serie A arriva davanti agli occhi innamorati della sua bambina Pia, a Napoli. Per Supermario un ottimo ritorno nel nostro campionato: prima la prestazione positiva contro la Juventus, quindi il gol ai partenopei. E ha dalla sua anche un Brescia che gioca davvero bene.

Bocciati

  1. Sanchez (Inter): rovina l'esordio dal primo minuto con una giocata che nella precedente esperienza in Premier League avrebbe pagato caro, anche in termini di immagine. Dopo aver messo lo zampino nel primo centro e siglato il raddoppio, prima si fa ammonire per un fallo da dietro e poi lascia i suoi in 10 tuffandosi in area doriana sotto gli occhi dell'arbitro.
  2. Bennacer (Milan): procura due rigori per altrettanti interventi scomposti. Gara da dimenticare per l'algerino che, a questo punto, sembra indirettamente confermare le scelte di Giampaolo che, in precedenza, gli aveva preferito Biglia.
  3. Kolarov (Roma): non gli capitava di sbagliare un rigore dal 2010. Facendosi ipnotizzare da Gabriel non chiude una partita complicata per i suoi.
  4. Colley (Sampdoria): è l'emblema delle difficoltà difensive della Sampdoria. Può solo prendere la targa del tandem di piccoletti (Martinez-Sanchez) scelto all'inizio da Conte e, quando entra Lukaku, va sotto anche fisicamente.
  5. Soriano (Bologna): rendimento in flessione e il Bologna tutto ne risente. Raggiunge il picco negativo con l'espulsione che lascia i suoi in dieci contro l'Udinese.
  6. Simeone (Cagliari): dopo due gol in altrettante gare consecutive, questa volta tradisce i suoi contro il Verona che pareggia nel finale.
  7. Gervinho (Parma): al solito capace di tutto e del suo contrario. Contro il Torino impiega due minuti per involarsi verso la porta e servire a Kulusevski un pallone solo da spingere, poi però tira malissimo il rigore che potrebbe dare la svolta anche al suo avvio di campionato ancora tra alti e bassi.