La finale dell'Europeo Under19 parla portoghese e italiano. Le due nazionali sono riuscite ad ottenere il passaggio all'atto conclusivo del torneo e si contenderanno l'alloro più ambito di questa estate (dopo i Mondiali in Russia). Ovviamente per l'Italia è un riscatto importantissimo dopo l'esclusione della nazionale maggiore al torneo iridato. Un segnale fortissimo che il movimento è forte, in evoluzione e vivo. Per il Portogallo, invece, sarebbe l'ennesima conferma di una struttura nazionale consolidata e che potrebbe esaltare i giovanissimi dopo il successo nell'Ultimo Europeo di Cristiano Ronaldo e compagni.

Fatto sta che per gli azzurrini è una vetrina mondiale importantissima e anche in ottica futura per Roberto Mancini, il nuovo ct della selezione maggiore, un piccolo serbatoio di talenti dove poter attingere per eventuali future leve. Il tutto si sta svolgendo nella fredda Islanda che è diventata il centro del calcio continentale e che ultimamente sta vivendo una grande avventura calcistica, con la nazionale per la prima volta che si è qualificata ad un Mondiale.

In campo, gli azzurrini sono scesi con i classici colori e la prima divisa: sulla schiena di tutti i giocatori italiani oltre al numero di maglia c'è però anche un curioso riquadro che emerge da sotto la maglietta. Nessuno escluso, anche il portiere Plizzari. Il ‘mistero' è presto svelato: si tratta ovviamente di un macchinario che serve allo staff di preparazione atletica di studiare i dati dei giocatori per poi ‘leggerli' e permettere al tecnico di valutare miglioramenti e cambiamenti in base a ciò che appare.

Già in passato era accaduto che diversi club utilizzassero la fascia con un piccolo computer per il rilievo dati, così come nell'Inter ‘estiva' del 2015 quando sulla schiena dei giocatori nerazzurri apparve una inconsueta ‘gobba' che incuriosì molti tifosi. Oggi, il rilievo per ogni singolo giocatore è oramai prassi consolidata soprattutto nelle sessioni di allenamento dove i dati sono fondamentali per capire in modo oggettivo lo stato di forma di ogni singolo giocatore.

L’effetto ’gobba’ sui giocatori dell’Inter nel 2015
in foto: L’effetto ’gobba’ sui giocatori dell’Inter nel 2015

La curiosità è il suo utilizzo in una finale così importante e dimostra come lo staff azzurro non lasci nulla al caso: ogni giocatore è monitorato in tempo reale. In questo modo, la speranza è che Nicolato possa capire come far giocare al meglio i suoi e alzare al cielo il trofeo europeo