Lacrime d'amarezza e di dolore: per Darijo Srna il momento dell'inno nazionale croato prima della sfida contro la Repubblica Ceca, è stato di pura commozione con il nazionale che è scoppiato in un pianto dirotto in ricordo del padre appena scomparso. Il capitano della nazionale croata, da 13 anni colonna dello Shakhtar Donetsk, ha saputo della morte del padre Uzeir subito dopo la partita vinta contro la Turchia. "Giocheremo per lui" avevano detto in coro i suoi compagni della Croazia in corsa nel Gruppo C nel contendere il primato alla favorita Spagna.

Papà Uzeir, classe '38,  aveva consegnato al giovane Darijo la passione per il calcio. Lui era portiere, il figlio si è cimentato invece in campo, dove trova conferme prima nella squadra della città natale quindi nelle selezioni giovanili croate, fino a diventare il capitano della nazionale biancorossa e un perno dello Shakhtar Donesk club al quale lega la gran parte della propria carriera. La storia sportiva – come quella familiare, di Srna è travagliata da subito.

A 12 anni l’Hajduk Spalato vuole ingaggiarlo, ma alcuni dirigenti del club non vorrebbero tesserare un musulmano. Questioni razziali e di fede che potrebbero far concludere ancor prima di iniziare la carriera al ragazzino ma scende in campo Ivan Gudelj, ex grande centrocampista della squadra dalmata, che impone il ragazzo alla società. Darijo lo ripaga nel migliore dei modi: vince un campionato croato, due Coppe di Croazia e, nel 2003, si trasferisce in Ucraina, allo Shakhtar Donetsk, dove diventa capitano, vince otto campionati, cinque coppe nazionali e una Coppa UEFA.

Nel calcio dell'est e per la nazionale croata diventa nel tempo un vero e proprio punto di riferimento. Il calcio gli permette anche di poter migliorare la propria e la vita dei suoi genitori: con i primi soldi guadagnati calciando un pallone compra una macchina e una panetteria al padre, fornaio e portiere cadetto. Che si spegne all'età di 78 anni mentre il figlio debuttava a Euro2016: dopo la partita, Darijo è partito immediatamente per Metkovic. Senza però dimenticare la ‘sua' Croazia: il capitano è tornato in Francia ed è sceso in campo contro la Repubblica Ceca per onorare la propria Nazione. Nel ricordo del padre.