Ci siamo, questa volta davvero l’Italia è chiamata a ripartire e deve farlo contro avversari non impossibili ma neanche troppo morbidi come si può pensare a un primo sguardo. Per le qualificazioni ad Euro 2020 siamo nel girone J insieme a Bosnia, Finlandia, Grecia, Armenia e Liechtenstein. Scopriamo in sintesi i nostri avversari e andiamo a ripercorrere alcune sfide storiche contro di loro.

La Bosnia è una squadra difficile, soprattutto a Sarajevo, dove danno tutti il 100%. Ne conosciamo i pezzi principali, Pjanic è il regista-direttore d’orchestra a centrocampo, Dzeko il centravanti che si occupa di tutta la fase offensiva. Gli altri in poche parole girano intorno alle idee e agli umori di quei due.

  • Abbiamo giocato una volta contro la Bosnia, il 6 novembre 1996, a Sarajevo. Poteva essere una semplice amichevole che chiudeva la stagione, ma non fu così. Era la prima volta che la nazionale della Bosnia affrontava un avversario di grande lignaggio e fu anche l’ultima partita in panchina per Arrigo Sacchi. Più che la partita, il ricordo di chi c’era ma anche di chi la guardò in tv erano i palazzi che si vedevano sullo sfondo con i fori delle granate ancora pienamente visibili. La Bosnia era ancora in ginocchio e anche grazie a quella partita cercava di non pensare più a quello che era successo fino a pochi mesi prima.

La seconda avversaria pescata nell’urna di Dublino è stata la Finlandia. Ci sono state versioni della nazionale finlandese più difficili da affrontare rispetto a questa con cui andremo a giocare. I due giocatori più interessanti sono l’attaccante Pukki, che gioca nel Norwich City, bravo nel non dare punti di riferimento in avanti e il centrocampista-ala, Pyry Soiri, dotato di buono spunto. Nella terza urna abbiamo avuto una discreta fortuna.

  • Storicamente c’è una sfida fra le altre contro la Finlandia a dover essere ricordata, quella del 27 settembre 1975, che si concluse con uno 0-0 all’Olimpico di Roma. All’epoca la Finlandia era considerata una nazionale di bassissimo livello e non aver battuto in casa una squadra così debole fu considerato uno smacco per la nostra nazionale, che ancora non aveva trovato il bandolo della matassa dopo Germania ’74. Anche quella partita fu storica, perché dopo il match i dirigenti della Federazione decisero di dare maggiore potere ad Enzo Bearzot rispetto a Fulvio Bernardini e tutti sappiamo poi con il “Vecio” in panchina cosa è successo.

La Grecia nella terza urna non è un abbinamento del tutto favorevole. Il duo Manolas-Papastathopoulos al centro della difesa, Torosidis a spingere sulla destra compongono una buona difesa, a centrocampo ci sono poche idee ma molta corsa e la creatività è affidata ad un giocatore discontinuo come Fortounis, che attiva in maniera molto incostante un ottimo centravanti come Mitroglou. In Grecia soprattutto dobbiamo subito stemperare il loro furore, altrimenti la mettono sull’energia e la voglia e potremo soffrire parecchio.

  • Non ci sono partite in tornei importanti fra Italia e Grecia, ma quella del 6 dicembre 1980 è stata una partita molto importante. Dopo un buon Mondiale in Argentina, l’Italia cercava di riprendersi dalla mazzata calcioscommesse e la qualificazione ai Mondiali successivi, quelli di Spagna 1982, dovevano passare attraverso una serie di partite insidiose, come quella in Grecia. Riuscimmo a stemperare la “garra” greca e a vincere ad Atene per 2-0 con gol di Antognoni e Scirea. Quel risultato mise bene un girone che poi ci portò parecchio lontano.

In penultima fascia abbiamo pescato l’Armenia. Nazionale incontrata già nel girone di qualificazione verso Brasile 2014. Hanno un calciatore ancora di grande spessore, che in Nazionale da tutto quello che ha, Henrikh Mkhitaryan, ora all’Arsenal, il quale muove tutto il gioco offensivo e spesso è anche colui che lo conclude, anche se il centravanti non è male, Yura Movsisyan dei Chicago Fire. Per il resto discreta manovalanza di non alto livello.

  • Sono solo due le sfide che abbiamo giocato con l’Armenia e quella di Napoli del 15 ottobre fu pareggiata per 2-2 con il primo gol in Nazionale per Alessandro Florenzi, servito al bacio da Insigne.

Infine nell’ultima urna ci è toccato il Liechtenstein. Squadra affrontata con la nazionale di Ventura nelle qualificazioni per i Mondiali di Russia. Gli unici calciatori degni di nota sono Marcel Buchel, che ha giocato a Verona e ora ad Empoli, e Michele Polverino, centrocampista di chiare origini italiane, anche lui passato in Italia nell’Olbia.

  • La gara di ritorno del girone di qualificazione mondiale, vinto a Udine per 5-0 è nel suo piccolo un po' storica. Fu in quell’occasione che Ventura provò il 4-2-4 per la prima volta, ricevendo ottime indicazioni e cinque gol. Decise di andare a Madrid con quel modulo per affrontare la Spagna, prese 3 gol e da quel momento la Nazionale è piano piano crollata, fino all’Apocalisse contro la Svezia. Tutte le partite della Nazionale possono avere conseguenze, per questo hanno un fascino come nient’altro nel calcio.