Giaccherinho. Come fosse un talento brasiliano. Così Arrigo Sacchi ha ribattezzato l'esterno del Chievo Verona, un calciatore che per umiltà, rendimento e duttilità tattica conquistò Antonio Conte che lo volle con sé alla Juventus e in Nazionale. Perfino Cristiano Ronaldo non è riuscito a resistere alla tentazione di mettersi in posa con lui per un selfie ricordo dopo la gara giocata dalla Juventus al Bentegodi. CR7 è stato allo scherzo con l'ex di Cesena, Bologna e Napoli che ha postato sul suo profilo Instagram una foto speciale e un messaggio ironico: "Ovviamente è stato lui a chiedermi di fare la foto". Concetto che ha ribadito anche nell'intervista a Radio Monte Carlo, raccontando un singolare retroscena.

Mi trovavo nel parcheggio per andare alla macchina e così quando Ronaldo mi ha visto da lontano e mi ha chiesto di fare la foto… Ovviamente scherzo, sono momenti indimenticabili e ne ho approfittato. Lui e Lionel Messi sono i calciatori più forti al mondo in questo momento. E ne ho approfittato per una foto ricordo.

Scherzi a parte, il piccolo Chievo ha davvero messo paura ai bianconeri, costringendoli all'assalto in massa e all'arma bianca nella seconda parte della gara per rimontare il 2-1 segnato su rigore proprio da Emanuele Giaccherini. E' stato lui a procurare il penalty, è stato lui a prendersi incarico e responsabilità della trasformazione. Senza esultare, però, in segno di rispetto della ex tifoseria. "Siamo una piccola Juventus, con le dovute proporzioni…", dice il calciatore per spiegare il segreto del Chievo.

Il saluto a Claudio Marchisio. Infine, dedica un pensiero a un ex compagno di squadra, Claudio Marchisio, che ha annunciato il suo addio ai bianconeri e al calcio italiano. "Può dare ancora moltissimo al calcio – ha aggiunto Giaccherini -. Non me l'aspettavo, so quanto lui tenesse alla Juve, ha avuto i suoi buoni motivi per dire addio ai bianconeri".