De Laurentiis ha fatto bene a vantarsi di aver rifiutato 55 milioni di euro per Edinson Cavani quest'estate. Stando al fatto che ciò che ha rivelato nelle scorse settimane corrisponda a verità, quel ‘piccolo' sacrifico oggi è già stato ripagato dal Matador, a suon di gol e di prestazioni maiuscole.
Tanto che oggi, sul piatto, chi volesse Cavani dovrebbe metterne (tra clausole, cartellino e ingaggio) più del doppio. Non a caso il ‘Matador' azzurro, con l'ultima tripletta rifilata in campionato alla Roma, ha riaperto il 2013 proprio come aveva concluso il 2012: col gol. Nel segno del Napoli, la società che ha saputo renderlo grande e che potrebbe lasciarlo andare già la prossima estate, per renderlo grandissimo nel firmamento internazionale.
“ Cavani? Bravo, ma io mi tengo El Shaarawy… ”
Silvio Berlusconi
Cederlo, un atto d'amore. Non di denaro – Dopotutto sono finiti i periodi dell'Eldorado del calcio italiano dove si potevano tenere in rosa, strapagandoli e coccolandoli, i vari campioni come Zico, Van Basten, Matthaus, Platini, Maradona, Thiago Silva, Ibrahimovic. Oggi, se si dovesse ripresentare lo sceicco di turno con la valigia piena di petrol-euro, anche De Laurentiis ammainerebbe l'ultima bandiera vendendo il suo gioiello più prezioso. A suon di milioni, certo, ma pur sempre privandosi di un fenomeno vero. Rinunciare sarebbe una follia da un punto di vista economico e strategico. Solo il Barcellona, infatti, può raccontare con orgoglio di aver rifiutato una
maxi-offerta per Leo Messi (circa 400 milioni complessivi da un misterioso club russo). De Laurentiis, che ha sempre posto il bene del Napoli come società in primo piano, avrebbe linfa fresca nel continuare il proprio progetto di rilancio del club e lascerebbe finalmente ‘libero' Cavani di potersi accasare in un top-club europeo per raggiungere traguardi ora preclusi al Napoli.
Insomma, cederlo sarebbe più un atto d'amore verso il giocatore che una mera speculazione economica.
“ Cavani, Cristiano Ronaldo e Falcao a giugno cambieranno squadra ”
Mino Raiola
Pronti i soldi per pagare la clausola – Il ‘pericolo' comunque è serio e c'è poco da scherzare. Se Cavani in estate poteva valere un'offerta di 55 milioni e De Laurentiis poteva anche permettersi di rifiutarla dopo aver salutato il ‘Pocho' verso Parigi a suon di euro, a fine stagione potrebbe cambiare lo scenario. A confermarlo indirettamente sono i principali operatori di mercato, le grandi manovre dietro le quinte dei più importanti club e alcuni procuratori che insistono nella fattibilità dell'operazione. Come Mino Raiola, sempre al centro delle principali trattative di mercato. Il presidente del Napoli lo sa benissimo e non a caso ha rinnovato il contratto all'uruguagio ritoccando anche la clausola rescissoria, ma ciò non toglie i dubbi – legittimi – che davanti ad una maxi proposta indecente, Cavani potrebbe realmente – e serenamente – partire. Il Napoli (e i napoletani)
potrebbe cedere Cavani, per il bene di un giocatore che la società partenopea ha cresciuto e formato sotto il Vesuvio e dal quale ha ricevuto (e sta ricevendo) ancora tantissimo. Per ‘regalargli' quel salto di qualità definitivo e quei successi internazionali che sono oggi solamente un sogno (o un ricordo) sotto il Vesuvio.
A Palermo un ‘buon' giocatore – Ma se il Napoli deve molto a Cavani, altrettanto (e forse più) Cavani deve tutto al Napoli. Non a caso, prima di arrivare al Napoli, il Matador era solamente un ‘buon' giocatore con delle prospettive interessanti. Tutto qui. Numeri e cifre parlano chiaro: nella prima stagione in rosanero (2006-2007) Cavani segnò 2 reti in 7 presenze in serie A. In quella successiva, sempre in Sicilia, salì a quota 38 gare (tra campionato e Coppa Uefa) ma il bottino restò molto scarno: 6 reti e 1 assist. Qualcosa si smosse nel 2008-2009 quando a fronte di 45 partite, Cavani salì in doppia cifra, arrivando a quota 15 gol (di cui 14 in serie A). L'anno dell'inizio della sua ascesa: si ripete e si migliora nel 2010 con 17 gol in totale (di cui uno in Nazionale) per poi esplodere definitivamente nella stagione successiva, con la maglia del Napoli.
“ Mi arrabbio quando sento dire che il Napoli è solo Edinson Cavani…. ”
Walter Mazzarri
L'esplosione a Napoli con medie alla Messi – Nel 2010-2011, 57 presenze, 38 gol e 12 assist vincenti. In pratica in ogni partita Cavani risulterà decisivo o con una rete o con un passaggio da gol ad un compagno. E' l'apoteosi che coincide solamente con l'inizio perchè Cavani riesce a migliorarsi anche nell'ultimo anno appena concluso, dove segnerà 36 gol in totale di cui 23 in serie A a fronte di 61 partite. Nel 2012, il Napoli riesce a costruirgli attorno una squadra che si dedica a lui ma il bomber uruguaiano dimostrerà di sapersi mettere anche a disposizione dei compagni, difendendo all'occorrenza e dando spazio agli altri sempre mantenendo un profilo bassissimo. Non a caso le medie-gol del Matador coincidono da vicino con i vari mostri sacri del firmamento europeo, come Messi, Falcao, van Persie, Ibrahimovic, Cristiano Ronaldo. Tutti giocatori che – al contrario di Cavani – però militano in società o in fase di rilancio totale (PSG, Atl. Madrid) o che hanno già un patrimonio tecnico e di tradizione da sempre ai massimi livelli (Barcellona, Real Madrid, Manchester United). Guadagnandosi non a caso, un posto nella classifica del
Pallone d'Oro che ha ‘dimenticato' Cavani. Fino ad ora.