11 Luglio 2016
10:18

Eder, l’uomo dell’Europeo che valeva solo 4 milioni di euro

Tanto lo ha pagato il Lille per riscattarlo dallo Swansea. Una carriera sotto tono, nella periferia del pallone e anche in Nazionale un ruolo da comprimario. Poi, l’exploit in finale, a Parigi regalando il primo trofeo internazionale al proprio Paese. Riscoprendosi campione col guanto bianco. E uomo mercato.
A cura di Alessio Pediglieri

Non era atteso come Pogba, Griezmann o Cristiano Ronaldo ma alla fine a strappare un posto nella storia del calcio europeo e portoghese è stato Éderzito António Macedo Lopes, meglio noto come Éder, l'uomo che non ti aspetti, l'eroe per caso che al 109′ ha sentenziato la Francia in finale, davanti al pubblico transalpino ammutolito dalla staffilata di destro che ha superato Lloris dando al Portogallo il primo storico titolo continentale. Un vero e proprio Carneade che oggi è sulla bocca di tutti e – a mercato aperto – ha acquistato un valore al momento difficilmente quantificabile. Di certo, un giocatore che potrebbe essere ingaggiato da qualche top club che voglia investire su questa nuova scommessa.

Nell'anno delle sorprese non poteva mancare il colpo di coda a Euro2016. In Inghilterra ha trionfato in modo incredibile il piccolo Leicester di Ranieri che ha messo in fila tutti i big della Premier League dettando legge senza alcun credito iniziale per farlo. Poi in Copa America, la conferma del Cile, biglia impazzita di un torneo che celebrava il Centenario e che pretendeva dovesse alzare la Coppa altre nazionali, ben più quotate, in primis l'Argentina di Leo Messi. Infine, ecco la sorpresa in Francia, con il Portogallo che vince il suo primo trofeo internazionale da imbattuto con l'uomo della provvidenza che porta il nome di una seconda scelta, entrata a gara in corso e che si è dimostrato decisivo nei supplementari.

Il rendimento di Eder, fonte transfemarkt.it
Il rendimento di Eder, fonte transfemarkt.it

Eder non è una stella, o meglio non lo era nemmeno in patria dove da tempo viene paragonato alla leggenda portoghese Nuno Gomes. Soprattutto per la tipologia di gioco che esercita sia in Nazionale che nel club di appartenenza: arretra, di tanto in tanto, sulla trequarti offensiva o sulle fasce, cercando spesso e volentieri l’assist decisivo per il compagno o il tiro dalla lunga distanza, proprio come avvenuto questa sera, in finale, contro la Francia. Una riserva, però, il classico giocatore da panchina per le gare in corso: Éder aveva disputato solo 13 minuti nell'Europeo fino alla finale, briciole di un torneo che non lo aveva mai visto protagonista.

Adesso però, tutti parlano di lui, di un giocatore che ha finalmente svoltato, ha dato un senso positivo ad una carriera che altrimenti sarebbe stata nell'anonimato di un giocatore mai decisivo, mai prominente sugli altri. E adesso indossa il guanto bianco, per la tipica esultanza: "Mi ricorda tutte le avversità della vita che ho attraversato e superato". Il Lille, suo attuale club, è il solo ad aver creduto in lui fino ad oggi e lo ha riscattato dal club gallese dello Swansea per appena 4,5 milini di euro. Poi la convocazione in Nazionale di Fernando Santos fino all'exploit nella finale di Parigi. Altro che 4,5 milioni, il buon Eder adesso vale molto di più e a Lille ci sarà chi entro agosto andrà a bussare alla porta della società per capire quanto vale l'uomo dell'Europeo.

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