Otto anni dopo. Claudio Ranieri si riprende la Roma, il suo vecchio amore e suo antico cruccio, per dimostrare di essere migliorato e aver imparato dai propri errori e grazie alle esperienze fatte in questi anni. Soprattutto all'estero con l'apoteosi in Premier League, alla guida del piccolo Leicester con cui ha riscritto la storia del calcio inglese andando a vincere un titolo impossibile. E' il tecnico romano, dunque, la scelta che la società ha fatto per portare in acque più tranquille un ambiente sballottato dalle avversità. Il contratto sarà di tre mesi e senza garanzie: in questo arco di tempo dovrà centrare l'obiettivo Champions e si giocherà l'eventuale conferma da discutere a fine stagione. Nelle giornata di venerdì sarà a Trigoria per dirigere il primo allenamento.

Grazie ad Eusebio Di Francesco, ma spazio a qualcun altro che sappia governare la difficile piazza giallorossa. Il tecnico ex Sassuolo ha svolto il suo lavoro egregiamente, ma ha fatto il suo tempo. Brevissimo, una stagione e mezza, ma intenso. A lui si deve il ritorno alla grande in Champions League dove l'anno scorso ha accarezzato la finale, non fosse stato per le sviste arbitrali penalizzanti contro il Liverpool. Erano 37 anni che la Roma non arrivava così avanti in Coppa Campioni (oggi Champions), ma non è bastato.

L'addio a Di Francesco

La sconfitta di Oporto, al netto degli errori del VAR e della direzione arbitrale, è stata fatale. L'eliminazione dalla Champions e un campionato difficilissimo dove al momento la Roma si trova esclusa dalla massima competizione continentale hanno portato Pallotta e la dirigenza a cambiare timoniere, nella speranza che si riprenda la giusta rotta.

Le Vecchia Guardia con Ranieri

Ranieri siederà ancora sulla panchina della Roma, otto anni dopo la prima esperienza, al suo fianco avrà Francesco Totti, il suo ex capitano oggi nel ruolo di dirigente accanto alla squadra, e De Rossi, neo capitano e leader indiscusso del gruppo. Il giocatore che più di ogni altro incarna lo spirito romanista, l’uomo simbolo, che nel derby e a Oporto ha preso sulle spalle la squadra in campo e fuori.

Il triumvirato Ranieri-Totti-De Rossi

Saranno loro a guidare la Roma nella corsa al quarto posto anche se De Rossi con lo stiramento al polpaccio potrebbe rivedersi solo nell’ultimo mese di stagione. A Ranieri è stato chiesto di mettere in campo, ancora prima che gioco e moduli, quel carattere che troppo spesso in questa stagione è mancato e che potrebbe fare la differenza.

La chiamata del riscatto

Nel ricordo della cavalcata del Leicester più che nel triennio romanista dal 2009 al 2011 quando l'avventura di King Claudio non fu proprio positiva. Oggi però, Ranieri appare pronto e con un bagaglio importante, forse migliore, unito alla voglia di riscatto di chi romano e romanista si deve togliere anche la grande soddisfazione di dimostrare di essere finalmente all'altezza della chiamata più importante della sua carriera.

Tra Spalletti e Montella, la sfida all'Inter del Triplete

La prima avventura di Claudio Ranieri alla Roma inizia il 2 settembre 2009 quando diventa l'allenatore della Roma, subentrando a Luciano Spalletti, dimessosi dopo le sconfitte con Genoa e Juventus. E' il coronamento di un sogno, allenare la stessa società in cui era cresciuto e dove aveva mosso i primi passi da giocatore. E' il periodo della super Inter post Calciopoli, e il testa a testa per lo scudetto è emozionante.

Nelle due stagioni in cui resterà a capo della squadra, però Ranieri perderà sempre l'atto finale contro i nerazzurri, anche in Coppa Italia, nella finale 2010. La sfortuna è confrontarsi con l'Inter del Triplete di Mourinho che vince tutto. La seconda stagione, finisce con la conquista di 80 punti in campionato che non valgono il tricolore (l'Inter vincerà con 2 punti di vantaggio). Ennesima delusione prima delle dimissioni che arriveranno nel febbraio 2011, a favore di Vincenzo Montella