Istruzioni su come evacuare lo stadio in caso di pericolo imminente. Cosa fare in caso di fumo eccessivo o se i vestiti prendono fuoco. Come comportarsi di fronte a una persona ferita. Un braccialetto da tenere al polso almeno fino a domenica, giorno della partita, come segno identificativo. Che c'entrano tutte queste prescrizioni con il calcio? C'entrano, purtroppo, e sono incluse nel manuale che è stato consegnato ai giornalisti accreditati per la finale di Copa Libertadores che si gioca domenica sera al ‘Santiago Bernabeu'. Assurdo ma questa forma di precauzione estrema è stata inevitabile.

Perché si è arrivati tutto questo? Basta riavvolgere il nastro e portare la sequenza videoclip indietro di qualche giorno, fino a quel ‘maledetto' sabato pomeriggio nel quale un gruppo di teppisti scatenò l'inferno a Buenos Aires. Nei pressi del Monumental, il tempio del River Plate, il pullman che trasportava il Boca Juniors venne assaltato e bersagliato dai facinorosi con pietre e altri oggetti contundenti. L'autista del bus, colpito, perse i sensi e il controllo del veicolo, solo l'intervento di un dirigente evitò che il mezzo sbandasse fino a schiantarsi. Alcuni calciatori sono rimasti feriti dalle schegge dei vetri in frantumi, altri intossicati dai lacrimogeni che le forze dell'ordine hanno lanciato per disperdere la folla inferocita. Tra le immagini simbolo di quelle ore di follia c'è il video di una madre che nasconde bengala e altri fuochi pirotecnici sotto la maglietta della figlioletta così da eludere in controlli ai cancelli.

E' una partita di calcio o un corso di sopravvivenza? Nell'opuscolo contenente le procedure da seguire in caso di emergenza c'è di tutto, a cominciare dalla raccomandazione per quanti sono accreditati all'evento di presentarsi con sufficiente anticipo per il ritiro del pass fino a una serie di prescrizioni che limitano ingressi e indicano divieti specifici per garantire la massima sicurezza nei pressi dello stadio e all'interno della struttura. Che peccato, davvero.