Dodici milioni fu la cifra che il Palermo di Maurizio Zamparini versò per avere Paulo Dybala. Fiero di quell'affare, il numero uno dei rosanero disse: "Abbiamo soffiato il nuovo Aguero all'Inter, al Psg e al Chelsea che lo volevano". La Sicilia ha fatto da trampolino di lancio a quel ragazzo che nel viaggio dall'Argentina all'Italia, aveva messo ogni cosa: speranze, ambizioni e quel dolore mai sopito per la morte del padre stroncato da un tumore. Papà Adolfo accompagnava agli allenamenti il figlio passato dallo Sportivo all'Instituto. Assieme percorrevano ogni giorno 150 chilometri: Paulo a sudare in campo, il genitore ad attenderlo per riportarlo a casa e aiutarlo a cullare il sogno di diventare un campione.

Provate solo a immaginare come possa essersi sentito quel ragazzino che da un giorno all'altro si ritrovò orfano della persona a lui più cara. Un groppo in gola e una stretta al cuore, se provate questa sensazione allora potete capire perché la Joya abbia versato lacrime di commozione e alzato le braccia al cielo per ringraziare il papà quando ha saputo che l'occasione tanto attesa era arrivata. Nel 2015 la Juventus sborsò 40 milioni, oggi nel vale tre volte tanto: 120 milioni, la cifra cresciuta in maniera esponenziale di pari passo alla carriera di quel giovanotto partito da Laguna Larga, una cittadina di 75oo anime tra Cordoba, Rosario e Buenos Aires.

Penso sempre a lui e gli dedico tutti i miei gol – ha ammesso Dybala più volte parlando del suo passato -. Ogni volta che segno lo ringrazio perché sono sicuro che da lassù mi sta guardando.

Resterà a Torino oppure sarà la prossima cessione eccellente dei bianconeri? Le vie del mercato sono infinite, quella di Dybala per adesso conducono verso un obiettivo comune all'ambiente bianconero: vincere la Champions League. Magari con un suo gol, da festeggiare alla sua maniera… esibendo l'esultanza con la maschera, la ‘Dybala mask'. Perché quel gesto? Lo ha spiegato Marcos Villalobo – il suo biografo – nell'intervista alla BBC.

Qual è l'origine della Dybala mask? Paulo è un fan del film ‘Il Gladiatore'. E così imita la maschera del generale romano Massimo, per dimostrare a sé stesso di essere un guerriero, uno che non molla mai nonostante tutto quello che gli è accaduto. Perché lo chiamano la Joya? Perché Dybala era il diamante grezzo delle giovanili dell’Instituto, un gioiello… e a lui questo soprannome è piaciuto.

Dalla 21 alla 10, il numero di maglia. Prima la casacca che aveva indossato Pirlo poi – con l'addio di Pogba, passato al Manchester United – la 10 che per ogni calciatore è una sorta di sogno a occhi aperti. Averla sulle spalle e un onore e un onere, Dybala se n'è fatto carico.

Un’occasione importante per essere degno di grandi calciatori che l'hanno indossata in passato come Michel Platini, Roberto Baggio e Alessandro del Piero – ha aggiunto Villalobo.