Dzeko, possibilmente insieme a Kolarov, Barella, Lucas. I primi nomi sulla lista dei desideri dell'Inter, dopo l'arrivo sicuro di Godin, cominciano a dare forma alla visione della squadra di Conte. L'orizzonte delle possibili mosse di Ausilio induce a pensare che il tecnico non rinuncerà al 3-5-2, diventato il suo modulo di riferimento alla Juventus, in nazionale e al Chelsea.

La difesa

Si tratta di una configurazione tipica del calcio all'italiana, che tende ad aumentare le garanzie difensive, considerato che gli esterni, o anche solo uno, possono arretrare e andare a comporre una linea a quattro o a cinque in fase di non possesso. Nella sua gestione della Juventus e della nazionale, ha impostato il suo 3-5-2 sulla BBC, il trio Barzagli-Bonucci-Chiellini. Tre difensori con caratteristiche complementari: più di lettura Barzagli, capace di intuire in anticipo lo sviluppo del gioco e delle situazioni; più regista Bonucci, a cui affidava la costruzione dal basso; più energico nei contrasti Chiellini.

Un ventaglio di qualità che potrebbe ritrovare all'Inter. Imponente ma coordinato, De Vrij, secondo l'anno scorso per spazzate ma con una media di 0,9 contrasti a partita, vuole uscire in anticipo, conta sulle letture difensive. Ha giocato a tre già alla Lazio, brillando per gli oltre due intercetti a partita. All'Inter, ha ridotto il contributo in termini di interventi a liberare l'area, ma si è fatto notare per efficienza nell'uno contro uno. È stato dribblato 7 volte rispetto alle 21 di Skriniar che si è affermato come il play arretrato dell'Inter di Spalletti, con quasi 69 passaggi ogni 90′, secondo solo a Brozovic. Godin l'anno scorso ha chiuso la stagione con 1.7 contrasti e 4.5 intercetti a partita, e potrebbe rappresentare il completamento di una linea a tre più compatta che potrebbe anche consentire l'utilizzo di due esterni di centrocampo a tutta fascia.

In alternativa, Conte potrebbe arretrare D'Ambrosio tra i tre centrali, farlo giocare un po' più aperto per far defluire il pallone verso la fascia e passare facilmente a una linea a quattro in fase di non possesso. In questo caso, il tecnico potrebbe impiegare due esterni di centrocampo asimmetrici: uno più offensivo a destra, come Perisic o in alternativa Politano, uno più difensivo a sinistra chiamato ad arretrare in copertura facendo poi scalare D'Ambrosio. È il profilo di Asamoah, che Conte ha già allenato per due stagioni alla Juventus. È il profilo di Kolarov, che l'Inter vorrebbe prendere dalla Roma nell'ambito dell'affare Dzeko. “L’Inter prenderà in considerazione la soluzione Kolarov, che risolverebbe molti problemi su calci piazzati e porterebbe leadership, solo se non dovrà pagare il cartellino” scrive il Corriere dello Sport.

Il rendimento di Skriniar, De Vrij e dei principali difensori dell’Inter in questa stagione
in foto: Il rendimento di Skriniar, De Vrij e dei principali difensori dell’Inter in questa stagione

Il centrocampo a cinque

Il 3-5-2 rischia di rendere prevedibili i movimenti offensivi. Per questo, serve il lavoro degli esterni e degli attaccanti, oltre agli inserimenti dei centrocampisti chiamati a partecipare alla costruzione del gioco e garantire la profondità. Le sue squadre si dispongono, in fase offensiva, con gli esterni molto larghi e praticamente sulla stessa linea degli attaccanti. È un'eredità del 4-2-4 dei suoi primi anni, mantenuto come meccanismo di innesco e garanzia di ampiezza anche nel passaggio alla difesa a tre. In attacco, la sua nazionale si distendeva in un 3-1-2-4, il Chelsea addirittura in una sorta di 3-2-5 con le mezzali (Fabregas e Hazard) alte e molto mobili e i mediani (Kante e Bakayoko) pronti ad abbassarsi per andare a prender palla dai difensori.

Conte presumibilmente continuerà ad affidare la regia a Brozovic, che Spalletti ha impostato, di fatto reinventato, nella posizione di play basso. L'eventuale arrivo di un giocatore moderno come Barella, che si esalta tanto nel recupero del pallone in campo aperto quanto nella giocata d'istinto nello stretto, potrebbe anche spingere il tecnico a riproporre una soluzione già vista al Chelsea, il 3-4-2-1. Al monento Nainggolan non sembra rientrare nei piani di Conte, anche se l'Inter deve venderlo per non meno di 29 milioni per evitare minusvalenze.

L'interesse per Pellegrini, che potrebbe permettere entrambe le configurazioni del centrocampo, lascerebbe pensare che giocatori come Gagliardini possano scivolare nelle gerarchie interne nel ruolo di prime, comunque preziose, alternative. Non stupiscono, comunque, le voci che suggeriscono un interessamento per Lucas Vazquez, ala destra del Real Madrid che ha giocato con risultati alterni come esterno di centrocampo più bloccato e come terzino, e per Valentino Lazaro, esterno dell'Hertha Berlino e della nazionale austriaca, che sarebbe già potuto arrivare all'Inter nel 2012, a sedici anni, ma la mamma disse no all'operazione. L'austriaco potrebbe seguire l'evoluzione di Florenzi in nazionale o ancor di più di Moses che Conte ha trasformato al Chelsea da ala con intuizioni prettamente offensive ad esterno di spinta lungo tutta la fascia, secondo il primo comandamento del 3-5-2.

L'attacco: chi con Lautaro?

Nelle sue squadre, Conte chiede ai due attaccanti di giocare in verticale e di rimanere vicini, anche per sfruttare l'eventuale seconda palla che si può generare sulla verticalizzazione da dietro, o per creare dubbi nei centrali avversari quando l'azione si apre sulle fasce. Rispetto al 4-2-3-1 di Spalletti, l'attacco subirà un restyling evidente, non solo per la sempre più probabile partenza di Icardi.

Avere un riferimento offensivo con cui dialogare potrebbe favorire la crescita di Lautaro Martinez, che rimane centrale anche nei piani di Conte per l'Inter del futuro. L'argentino, capace l'anno scorso di 2.4 tiri e 0.8 passaggi chiave di media, dovrebbe evolvere nella seconda punta che si muove intorno al centravanti per spezzare la linea difensiva avversaria, portar via un uomo dall'area e consentire al partner d'attacco di prendere spazio in area e attendere il cross o il filtrante.

Insieme a Dzeko, il preferito di Conte sarebbe Romelu Lukaku, anche se servirebbero almeno 70 milioni di euro per portarlo via da Manchester, e lo United non sembra interessato allo scambio con Perisic. L’altra via per il dopo Icardi porterebbe a Paulo Dybala, che però si muoverebbe vicino e non al posto di una prima punta, e comunque si troverebbe meglio in una squadra più votata al fraseggio, al possesso nella trequarti offensiva. La terza strada è quella di Nicolas Pépé, primo giocatore del Lille in grado di segnare oltre 20 gol in Ligue 1 dai tempi di Eden Hazard. Talento esplosivo, dal gioco naturalmente verticale, rispetto agli anni a Orleans è chiaramente maturato. “Allora volevo solo fare spettacolo, pensavo solo a me stesso. Volevo umiliare il mio avversario. Ora gioco nell'interesse della squadra, uso lo spazio anche senza andare in dribbling". Caratteristiche perfettamente in linea con lo spirito di Conte, e delle big d'Europa.