L'esito delle contro-analisi è stato come una sentenza: gli esami svolti sul calciatore della Dinamo Zagabria, Arijan Ademi, hanno confermato la positività al doping in base al campione rilevato in occasione della sfida di Champions League contro l'Arsenal. A renderlo è stato lo stesso club croato che non rischia la squalifica né altri provvedimenti perché in base all'art. 12 del vigente Regolamento antidoping dell'UEFA possono esservi sanzioni da comminare al club solo nel caso in cui i calciatori siano almeno tre. Ben diversa, invece, la posizione del calciatore: il suo è il primo caso di doping in assoluto registrato nella massima competizione continentale riservata ai club. Cosa rischia? Un lungo stop che va da un minimo di 1 anno a un massimo di 4. La Commissione Disciplinare si pronuncerà il prossimo 27 ottobre.

La positività al controllo anti-doping di Ademi

Con la vittoria sull'Arsenal, la "Cenerentola" del gruppo F di Champions League aveva sorpreso tutti. Un risultato che fece clamore e di cui si parlò per molti giorni, sia in Croazia che in Inghilterra. Ora, a distanza di settimane, l'esordio europeo della Dinamo Zagabria torna a riempire le prima pagine dei giornali a causa della positività di Arijan Ademi: ventiquattrenne centrocampista centrale croato, naturalizzato macedone. Il giocatore è stato infatti trovato positivo al test anti-doping, effettuato dopo la partita vinta contro i "Gunners". Una notizia che aveva lasciato di sasso la dirigenza della Dinamo che, in attesa delle controanalisi, aveva difeso il giocatore a spada tratta: "Conosciamo i risultati del test anti-doping e sappiamo che la UEFA ha aperto un procedimento. Siamo sorpresi da quanto è accaduto. Negli ultimi anni, i nostri giocatori sono stati sempre sottoposti ai controlli e non è mai venuto fuori niente di simile".

Già controllato in passato – A Zagabria dal luglio 2010, e successivamente cercato anche dal Torino di Giampiero Ventura, Arijan Ademi non è la prima volta che viene "sorteggiato" per il classico controllo post partita: "E' già stato controllato più volte in passato – si legge ancora nella nota del club croato – E' stato testato sei volte nel corso dell'ultimo anno ed ogni volta è risultato negativo, così come altri suoi compagni".