Sciopero bianco. Protesta personale. In polemica con la società, Diego Costa ha deciso di non allenarsi. Gambe incrociate, scarpe nemmeno calzate: al campo lo attendevano per la consueta seduta di lavoro ma l'attaccante ha fatto di testa propria, rifiutandosi di prendere parte alla seduta programmata assieme al resto del gruppo. Furente lo è, anche abbastanza. Ce l'ha con il club e un po' col mondo intero… dopo aver ricevuto le 8 giornate di squalifica per aver mandato a quel paese e poi strattonato l'arbitro, gli è piovuta tra capo e collo anche l'indagine del Fisco spagnolo (ne fa menzione Mundo Deportivo) per una presunta evasione di 1.1 milioni di euro.

Il calciatore ha addotto qualche giustificazione? Niente affatto. Non ha nemmeno pensato di dissimulare il proprio nervosismo. Tant'è che al centro sportivo Majadahonda (come raccontato da As) s'è presentato regolarmente ma non ha voluto lavorare assieme ai compagni di squadra. Perché è in dissenso con la dirigenza dell'Atletico? A causa del provvedimento disciplinare interno preso nei suoi confronti in seguito alle 8 giornate di stop comminategli dal giudice sportivo. Insomma, Diego Costa si sentirebbe ingiustamente penalizzato e non difeso.

Versione discordante rispetto a quella della società: non è vero che non ha provato a perorarne la posizione ma di fronte alle prove presentate contro di lui qualsiasi tipo di difesa s'è rivelata inutile. L'aveva combinata grossa insultando il direttore di gara in maniera così palese e sguaiata e aveva aggravato la situazione con un gesto impulsivo. Di qui la decisione dell'Atletico di avviare la procedura disciplinare avendo gravemente pregiudicato con il suo atteggiamento la prestazione della squadra. Sconfitti, i colchonerso hanno detto definitivamente addio alla possibilità di lottare per il titolo col Barcellona. Il ‘cholo' Simeone – nell'intervista riportata da goal.com – ha speso una parola buona per Diego Costa.

E' un animale (non nell'accezione negativa del termine, ndr). A Barcellona senza di lui abbiamo sofferto. Non sono il tipo di allenatore che si lascia influenzare da un episodio negativo perché penso che con lui in campo le cose sicuramente migliori.