A pochi giorni dalla nomina ufficiale a nuovo responsabile del settore tecnico della Figc, Demetrio Albertini si è già messo al lavoro. L'incarico federale però per ora può attendere per l'ex centrocampista del Milan che ha deciso di partecipare all'iniziativa benefica "Volontario per un giorno", progetto dell'Opera San Francesco Milano per aiutare in poveri in occasione dei 60 anni della Onlus.

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Demetrio Albertini e l'iniziativa benefica Volontario per un giorno

Demetrio Albertini si è rimesso in gioco nel sociale. L'ex metronomo del Milan capace di vincere tutto in rossonero e di sfiorare il trionfo ai Mondiali del 1994 con l'Italia ha preso parte ad un'iniziativa organizzata in occasione dei 60 anni della Onlus benefica Opera San Francesco. Fresco di nomina a responsabile del settore tecnico della Figc, Albertini ha vestito i panni del "Volontario per un giorno", aiutando i poveri. L'ex calciatore ai microfoni del Corriere della Sera ha spiegato il perché del suo non voler fare beneficenza "in silenzio", esponendosi invece in prima persona: "C’è chi dice che la beneficienza si fa in silenzio. È una posizione che rispetto, ma secondo me se un “personaggio pubblico” fa del bene, è giusto che si venga a saperlo se raccontato nel modo corretto. L’esempio in questo caso è importante perché è contagioso".

L'Opera di San Francesco e la beneficenza di Albertini

Non è la prima vola che Demetrio Albertini aiuta le persone meno fortunate. L'ex campione e attuale dirigente della Figc, dove ha raccolto il testimone di Gianni Rivera, ha parlato del suo impegno attivo nella beneficenza e nel volontariato che dura ormai da anni: "Conosco l’Opera San Francesco da anni. Nel marzo 2006 quando ho disputato la mia partita di addio al calcio giocato ho donato l’intero incasso all’Osf. Adesso mi hanno chiesto se ero disposto a passare una giornata con i volontari. L’Opera San Francesco è una realtà da difendere in una città che è già tra le più inclusive, ma non si fa mai abbastanza".

Il volontariato di Albertini impegnato nel reparto docce

Nello specifico, Demetrio Albertini è stato destinato al servizio "docce e guardaroba". Un impegno tutt'altro che leggero per il classe 1971 che ha raccontato così la sua esperienza: "Mi sono occupato dell’accoglienza di chi viene a fare una doccia calda, consegnando asciugamano, sapone, shampoo, l’occorrente per la barba e vestiti puliti. È un settore delicato, molto più della mensa dove sono andato dopo, perché si viene a contatto con l’intimità delle persone che a volte non hanno nemmeno un posto per l’igiene personale. Alcuni mi hanno riconosciuto e abbiamo parlato del calcio di oggi e di quello di quando giocavo io. Ho trovato persone di tante nazionalità, molti provenienti dall’area balcanica e dall’Africa. Ma almeno un terzo erano italiani sopra i 55-60 anni. Questo fa riflettere molto".

Albertini volontario con il cuore, l'ex centrocampista pensa al buon esempio e spegne le critiche

Un'esperienza che ha lasciato il segno, per un Albertini che non teme il rischio che questa opera di volontariato venga strumentalizzata. L'ex calciatore ha ribadito e sottolineato l'importanza di dare il buon esempio, soprattutto quando si è personaggi pubblici: "Ho visto in queste persone una grande dignità. Mi ha colpito quella persona che ha rinunciato ad avere una felpa nuova perché ne aveva già una e voleva lasciarla a chi sarebbe venuto dopo di lui. E con questi giorni di freddo a Milano, se si rimane per strada tutto il giorno avere un indumento in più può fare la differenza. Critiche o strumentalizzazioni? Non mi interessa. Io ho dato il mio contributo con il cuore. In casi come questo i calciatori e i dirigenti non devono aver paura di esporsi a critiche. Per veicolare una buona azione il loro esempio è importante".