Kylian Mbappé ha deciso di donare in beneficienza tutti i premi guadagnati ottenuti con il Mondiale, circa mezzo milione di euro che ha donato a un’associazione specializzata nel conferire maggiori opportunità di accesso allo sport e ai disabili e a un’associazione che si occupa di rendere migliore la vita dei bambini che vivono in ospedale. Meraviglioso il gesto dei calciatori della nazionale della Croazia, che hanno deciso di devolvere i ventitré milioni di premi in beneficenza. All’elenco si unisce Dembélé, che con il premio del Mondiale farà costruire una moschea.

Il giocatore del Barcellona, nonostante abbia declinato l’offerta della nazionale della Mauritania che gli aveva chiesto se voleva giocare con la nazionale, è rimasto molto legato alle sue origini, che sono più di una: il Mali da parte del padre, il Senegal e la Mauritania da parte della madre. E in un certo senso si è sdebitato con la Mauritania decidendo di finanziare la costruzione di una moschea, nella zona di Diaguilly, una regione a sud della Mauritania e al confine con il Senegal. Un bel gesto e un regalo sentito, fatto con il cuore da un ragazzo che non ha dimenticato le origini.

Ousmane Dembélé la scorsa estate ha raggiunto una popolarità mondiale, perché fu preso dal Barcellona come sostituito di Neymar, e perché i catalani lo pagarono 105 milioni di euro (più 40 di bonus). Una cifra eccezionale per un giocatore con sole due stagioni da professionista (una con il Rennes, l’altra con il Borussia Dortmund) e con sole sette presenze in nazionale. L’annata con il Barcellona non è stata per niente fortunata, perché due seri infortuni gli hanno impedito di essere a disposizione di Valverde, anche se a fine stagione ha festeggiato il double pur giocando complessivamente solo 21 partite (4 i gol). Deschamps però lo ha voluto con sé in Russia e Dembélé giocando quattro partite e 166 minuti è diventato campione del mondo.