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De Laurentiis: “Se Cavani va via, ce ne facciamo una ragione”

Il presidente azzurro ne ha per tutti: stadi nuovi e senza curve, riforma dei campionati con la A 16 squadre. Ma le parole del Matador tengono sempre banco.
A cura di Maurizio De Santis
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aurelio de laurentiis a roma

Cavani, gli stadi, i rapporti coi tifosi e la riforma dei campionati con una Serie A a 16 squadre. Aurelio De Laurentiis ne ha per tutti, a cominciare dal Matador. "Cavani ha un contratto con il Napoli. La clausola rescissoria sarà utilizzata solo se lui deciderà di utilizzarla, di certo non sarò io a mandarlo via – afferma ai microfoni di Radio Marte -. Gli abbiamo rinnovato il contratto, il Napoli ha fatto la sua parte con Cavani. Se poi dovesse ricevere la proposta di uno dei due club più importanti del mondo, e decidesse di andar via, ce ne faremo una ragione. Il Napoli volterà pagina nel caso e guarderà avanti. Ci saranno sempre giocatori che renderanno onore alla maglia azzurra, perché li sceglieremo sempre tra i migliori che sono in giro".

Quindi, le ‘provocazioni' ai vertici del calcio italiano.

Se potessi costruire un nuovo stadio abolirei le curve.

Per il patron azzurro, però, prima si deve ‘lavorare' sui tifosi.

Mi hanno detto: ‘presidente se ristruttura il San Paolo costruisca i gradoni perché noi i seggiolini li spacchiamo' – rivela confrontando l'Italia con la Germania -. Lì la gente va allo stadio perché la pay tv vale pochissimo e l'impianto è confortevole. Noi siamo costretti a fare i cessi di metallo perché li smontano.

Poi in serata corregge il tiro.

Rumenigge del Bayern Monaco mi aveva parlato del fatto che i tifosi tedeschi erano rimasti impressionati dalle coreografie delle curve del San Paolo, dai fuochi artificiali e che avrebero voluto fare lo stesso per le partite casalinghe del Bayern Monaco. E i tifosi mi dissero che esultano per gioia dopo i gol e preferiscono farlo sulle gradinate.

Infine, il sasso lanciato nello stagno di Lega e Federazione.

Non possiamo metterci altri 10 anni per ridurre la Serie A a 16 squadre. Non bisogna mai stare fermi sulle proprie barricate – pungola -. Se vogliamo rivoluzionare il calcio in tre mesi lo facciamo ma serve pragmatismo.

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