ballardini

Massimo Cellino, si sa, è una persona assai scaramantica. Ne ha dato prova anche quest’anno quando ha dato ‘l’ordine’ ai sui tifosi d’indossare qualcosa di viola, nel match contro il Novara. Evidentemente ora per Cellino vige la regola del tre. Perché ieri ha esonerato Ficcadenti, che aveva sostituito Donadoni, ad agosto, ed oggi ha scelto come suo successore, quindi terzo allenatore della stagione, Davide Ballardini, che per la terza volta guiderà il Cagliari.

L’esonero di Ficcadenti ha lasciato tutti stupiti perché, anche se i sardi hanno perse le ultime tre partite, sono al nono posto in Serie A e non corrono rischi, considerando anche la prima parte di stagione di Cesena, Lecce e Novara. I sardi, che hanno vinto le prime due di campionato, sono stati allungo nelle prime quattro posizioni. Con il bel gioco ed una buona difesa Ficcadenti aveva convinto i più scettici. Ma, non Cellino che vorrebbe più gol. Impresa, però, difficile. Perché il Cagliari è una buonissima squadra, seppur con una rosa esigua, ma con un attacco asfittico. Nenè e Larrivey non hanno mai segnato tanto, Thiago Ribeiro non sembra adatto per il nostro campionato, Ibardo deve ancora sbocciare, mentre El Kabir, dopo il gol alla Roma, si è infortunato.

Tocca quindi Davide Ballardini, ben voluto dallo spogliatoio, che in Sardegna conta tanto. L’allenatore romagnolo probabilmente era stato già allertato, pensando al rifiuto al Cesena. Ballardini, nato il giorno dell’Epifania del ’64, è un pupillo di Arrigo Sacchi. La sua prima esperienza da allenatore l’ha vissuta con la Sambenedettese, in Serie C1, stagione 2004/2005, raggiunse le semifinali play-off. Cellino s’innamorò di lui e lo scelse al posto di Tesser, esonerato dopo una giornata. Solo nove panchine per lui, prima dell’esonero. Passa al Pescara, in Serie B, viene esonerato. Ritorna al Cagliari. Trova una squadra, con un piede nella serie cadetta. Ma, riesce a salvarla con una rimonta memorabile. Poi allena Palermo, Lazio e Genoa. In Sicilia e con i rossoblu non raggiunge l’Europa. A Roma vince la Supercoppa, a Pechino, contro Mourinho, ma viene esonerato.