I calciatori oltre ad essere dei “privilegiati” in questo mondo che si fa sempre più difficile sono anche, e questo forse dovrebbero tenerlo più a mente, degli esempi di comportamento dal quale i giovani prendono spunto. Una responsabilità non da poco ma che tuttavia non pare sortire, in alcuni casi, effetti importanti con tanti episodi non proprio edificanti di cui si sono macchiati alcuni talenti che, proprio a causa di queste bizze o di questi “colpi di testa”, hanno compromesso carriere molto promettenti. In questo contesto, vediamo alcune delle squalifiche più lunghe comminate a questi giocatori, alcuni grandissime icone del calcio, per le malefatte più disparate.

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Diego Armando Maradona 1994

Anno domini 1994, al mondiale statunitense quello, per intenderci, del rigore decisivo in finale sbagliato dal nostro Roberto Baggio, tutto il pianeta attende il ritorno in campo del Dio del calcio Diego Armando Maradona. Dopo la squalifica per doping nel 1991 e le avventure con Siviglia e Newell’s Old Boys, infatti, i tifosi del pallone attendono il Pibe de oro che, per presentarsi al meglio, all’appuntamento con la storia si era ritirato dalle partite di club nei mesi precedenti pur di allenarsi al meglio con il suo preparatore atletico personale. Così, tutto sembra andare per il meglio, Diego è tirato a lucido, partecipa alle amichevoli precedenti la rassegna iridata e, poi, all’esordio vincente con la Grecia, realizza con una rete-testamento epica il momentaneo 3-0 corredata da una esultanza sfrontata e rabbiosa verso una delle telecamere che trasmette l’evento. L’Argentina vola, Diego sembra rinato e invece, proprio quando tutto sembra procedere per il verso giusto, la mazzata: il 15 giugno, al termine del match vinto dai suoi contro la Nigeria, è positivo all’efedrina, il suo sogno di riportare l’Argentina termina lì. Dopo l’accaduto, la Fifa lo squalifica per altri 15 mesi dai campi di gioco fino al ritorno, a 1995 inoltrato, al Boca Juniors.

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Diego Armando Maradona 1991

Il calciatore più forte di tutti i tempi aveva un demone ben preciso: la cocaina. E sì perché quella sostanza utilizzata da artisti, vip e persone di tutto il pianeta ed a tutte le latitudini aveva messo in ginocchio anche il 10 più puro mai visto e ammirato sui rettangoli di gioco di Argentina, Spagna e Italia. Un 10 meraviglioso, sontuoso, elegante e carismatico che aveva portato titoli e riscatto a Napoli e che, il 17 marzo 1991, al termine di un Napoli-Bari (finito per la cronaca 1-0), ha fatto apparire i titoli di coda nel suo complesso e intenso legame con la città ed i tifosi a causa della solita piaga, la cocaina. Quella sostanza proibita emersa da quell’impietoso controllo antidoping che decretava la fine di Maradona calciatore all’ombra del Vesuvio con la prima, e non ultima, squalifica di 15 lunghissimi mesi.

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Eric Cantona e quel calcione al tifoso del Palace

Eric Cantona genio e sregolatezza, talento transalpino discusso, odiato, avversato, osteggiato ma anche amato e idolatrato entra lui pure in questa poco onorevole lista dei calciatori con guai con la giustizia sportiva a causa di una condanna a 9 mesi di squalifica nel lontano 1995. Il francese, arrivato alla corte di Ferguson nel 1992 dal Leeds United e subito diventato beniamino dei tifosi Red Devils guidando quella squadra in grado di conquistare 2 campionati inglesi, 2 Charity Shield ed 1 FA Cup, il 25 gennaio 1995, durante una partita in trasferta contro il Crystal Palace, dopo una espulsione rimediata (fallo di reazione nei confronti del difensore avversario Richard Shaw reo di averlo reiteratamente trattenuto), mentre stava per entrare negli spogliatoi, insultato da un tifoso del Palace (Matthew Simmons) reagì tirando un calcione a quest’ultimo. Così, la Federcalcio albionica, nella bufera generale, lo sospese per nove mesi, fino all'ottobre successivo con la compagine di Old Trafford che perse in volata il campionato, vinto, a sorpresa, dal Blackburn di Alan Shearer (34 gol).

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Mark Bosnich e la sua delusione amorosa

Uno dei portieri più promettenti del calcio australiano e non solo che, però, a causa delle sue bizze fuori dal campo ha rovinato tutto è Mark Bosnich. L’estremo difensore di Aston Villa, Manchester United e Chelsea, infatti, nel 2002 ha chiuso quasi definitivamente la sua carriera con la più lunga squalifica mai comminata ad un tesserato in Premier League con 9 mesi lontani dal campo per sostanze stupefacenti. Quando vestiva la maglia dei Blues Bosnich fallì un test antidoping a causa della sua dipendenza dalla cocaina giustificata da una recente delusione amorosa che gli costò, oltre all’assenza dal rettangolo di gioco, anche il conseguente licenziamento da parte della compagine londinese.

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Vinnie Jones, un video costatogli 6 mesi

A chiudere questa rassegna dei calciatori che si sono guadagnati il biasimo mediatico ed una cospicua squalifica, troviamo l’ex difensore di Wimbledon e Leeds United Vinnie Jones. Il calciatore gallese, infatti, pur non essendo uno di quelli ad aver subito una sanzione elevatissima (in questa graduatoria verrebbe scavalcato dai vari Rio Ferdinand e Mutu), è presente in questa shortlist per la curiosa modalità per la quale si è visto allontanare dal campo per diverso tempo. Jones, famoso per la sua durezza ed i suoi contrasti tutt’altro che leggeri difatti, nel 1992, quando giocava per il Chelsea pubblicò un video (Soccer’s Hard Men) dove si vedevano tutti i suoi interventi pericolosi e di molti altri calciatori con simili caratteristiche, spiegando alla gente come si diventava “uomini duri”. Per questa sua sortita, in tempi non social, la Football Association gli comminò, per aver dato "una cattiva luce al gioco del calcio" una multa di 20mila sterline ed una squalifica di 6 mesi.