Dalkurd, la squadra nata dai rifugiati curdi che giocherà nella serie A svedese
Una squadra costruita sui rifugiati politici che oltre a far parlare di sè per l'originalità e la stranezza di un gruppo di stranieri che si sono riuniti attorno ad un pallone, è riuscita ad ottenere anche risultati più che positivi. Come la vittoria della Serie B, in Svezia che vale l'acceso nel massimo campionato. E' il caso del Dalkurd, una formazione che è stata costruita e fondata da nove stranieri, provenienti dal Kurdistan, in fuga da proprio Paese dilaniato dalle bombe. Una storia particolare, unica a suo modo, che riapre le porte allo sport che unisce, rilancia e concede una seconda chance.
La favola del Dalkurd
Dalla fuga alla promozione
Il tricolore curdo ha preso a sventolare su un campo da calcio a Borlänge una cittadina svedese, a cinquemila chilometri dal Kurdistan. Il tutto grazie al Dalkurd che ha vinto il campionato di serie B della Svezia. Una squadra fondata da nove rifugiati curdi arrivati in Scandinavia dopo la fuga da Mardin, nel sud est della Turchia, in seguito all’esplosione del conflitto con Ankara nel 1984. Adesso il Dalkurd potrà cimentarsi nel massimo campionato svedese, provando a mettersi in mostra nel calcio che conta nazionale e internazionale.

La piccola nazionale curda
5 promozioni in 5 anni
Una favola sportiva che ha scatenato un’ondata di festeggiamenti a migliaia di chilometri di distanza dalla Svezia, proprio nel Kurdistan dove il Dalkurd è considerato una sorta di vera e propria nazionale. E da dove seguono con passione le sorti di questa straordinaria realtà calcistica. Esaltando una squadra che in cinque anni è riuscita ad ottenere cinque promozioni consecutive, un piccolo incredibile record. Attualmente i curdi in squadra sono solo tre guidati dal capitano, di sangue Peshmerga, Peshraw Azizi figlio di un ex combattente curdo che ha partecipato in prima linea alla guerra contro Saddam Hussein.