Lo striscione dei tifosi del Napoli dedicato ad Armando Izzo del Genoa
in foto: Lo striscione dei tifosi del Napoli dedicato ad Armando Izzo del Genoa

"Mio padre Enzo è morto quando avevo 10 anni. Era fissato con il calcio, il suo sogno era vedermi in campo al San Paolo con la maglia del Napoli e così mi portò alla scuola calcio". Inizia così la carriera di Armando Izzo, 24 anni, napoletano di Scampia, cresciuto nel settore giovanile dei partenopei, ceduto in prestito alla Triestina, poi all'Avellino e infine volato al Genoa che versò nelle casse degli irpini 300 mila euro. Gli azzurri lo persero alle buste per quarantamila euro, oggi quel ragazzo che è riuscito grazie al calcio a evitare amicizie pericolose, a non ascoltare cattivi maestri e a prendere la strada sbagliata vale almeno 8 milioni di euro ed è sull'agenda degli azzurri.

Al ds Giuntoli come al ct della Nazionale, Conte, che lo ha convocato per lo stage a Coverciano, non sono sfuggite le qualità di quel difensore centrale che ti marca e non ti molla, duttile abbastanza da essere impiegato anche come esterno a destra nel reparto arretrato. Un jolly prezioso da piazzare accanto a Tonelli, Albiol, Koulibaly così da rinforzare il reparto. Un innesto importante che andrebbe anche a colmare anche un'altra necessità: avere in rosa 4 giocatori cresciuti nel settore giovanile.

La scheda di Armando Izzo (Transfermarkt)
in foto: La scheda di Armando Izzo (Transfermarkt)

La Serie A, l'ebbrezza del primo gol nel massimo campionato (segnò contro l'Inter a San Siro, due anni fa), adesso la gioia della maglia azzurra… quella dell'Italia in attesa che arrivi anche la casacca di quella squadra nella quale, da lassù, papà Enzo ancora spera di veder giocare suo figlio. "Mi sono tenuto fuori dalle situazioni pericolose, l’ho fatto per due motivi: per mia madre e per il calcio", ha raccontato Izzo in un'intervista a Il Secolo XIX. "Sono partito dal nulla", dice Armando che aveva chiuso a doppia mandata i sogni nel cassetto.

Non c'era tempo, non poteva permetterselo, c'era altro di più importante a cui pensare. "Quando morì mio padre mia madre era disoccupata, si arrangiava faceva i servizi a casa di alcune famiglie. Oltre a me dovevano mangiare anche i miei quattro fratelli e decisi di smettere con il calcio per lavorare. Se oggi sono qui devo dire grazie al mio agente, Paolo Palermo, che per me è stato un secondo padre e mi ha spinto a continuare".

Ramos e Mascherano sono i suoi modelli. Chissà, forse in un giorno nemmeno lontano, ne incrocerà lo sguardo in Champions… forse lo farà proprio tra le fila del Napoli. Era (ed è) il sogno più bello che suo padre aveva per lui. Un sogno quasi realizzato quando qualche anno fa Mazzarri decise di concedere una chance a quel ragazzo che lo aveva ben impressionato (ai tempi della Primavera marcava il Pocho Lavezzi, lo faceva infuriare per come gli toglieva spazio e fiato) e lo aggregò alla prima squadra. "Non avevo le scarpe da ginnastica, il mister intervenne e mi aiutò. Non lo dimenticherò mai". Non mollare, Armando. Papà Enzo è sempre accanto a te.

L’ultima stagione di Izzo tra le fila del Genoa (Transfermarkt)
in foto: L’ultima stagione di Izzo tra le fila del Genoa (Transfermarkt)